Archivio mensile:maggio 2011

Quanto tempo ho?

Ieri, per motivi di lavoro, ho rivisto con piacere una persona che non vedevo da qualche anno. Ci era capitato di sentirci al telefono, ma rivederci no. Alla fine della mattinata ero contenta di aver trascorso quasi un’oretta insieme, raccontandoci le ultime vicissitudini delle nostre reciproche vite, ripartendo da dove ci eravamo lasciate, ma in realtà avendo netta la sensazione di non esserci mai lasciate, che il tempo non era veramente trascorso se non puramente per una questione di successione di istanti e che quell’oretta ci aveva donato vicinanza e condivisione.

Mi sono poi ritrovata ieri sera a ripensare a questo momento della giornata e la riflessione si è allargata per un procedimento naturale a quante relazioni intrattengo ogni giorno e che tipo di relazioni vivo, in quali invece sopravvivo, cosa cerco da una relazione.
Sicchè mi sono resa conto che:
1 – odio sprecare il tempo se non mi permette di imparare qualcosa da una relazione;
2 – sto sprecando tanto tempo dietro a relazioni che non mi lasciano proprio niente, al contrario mi irritano e mi peggiorano;
3 – inevitabilmente tutte le relazioni stanno diventando molto superficiali ed io molto più superficiale di loro;
4 – molte delle relazioni che credevo amicizie e che comunque sono nate in un ambiente che dovrebbe favorire l’amicizia, si sono rivelate vere e proprie occasioni di opportunismo, teso a mostrare solo la buona altrui facciata;
5 – o santo cielo… sto sopravvivendo!!!

Preso atto di ciò, credo che quel che cerco sia, in realtà, la capacità di relazionarsi e di collaborare, di confrontarsi e di crescere, di accettarsi anche nelle diversità, che spesso sono vissute da alcuni come delle barriere. Io stessa ho imparato ad accettare le diversità solo da poco: non so se questo è segno di maturità; di certo è la parte più evidente di una bella caduta da cavallo qualche anno fa…

Quanto tempo ho in attesa della prossima caduta?

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E son sessanta!


Ebbene sì, e sono sessanta: i secondi in un minuto, i minuti in un’ora e gli anni di un’esistenza da ricordare!
La molteplice e multicolore galleria di concerti che ho visto attraversa la mia mente in un attimo: Varese, Milano, Roma, Treviglio, Cernobbio, Cinecittà… per ognuno un ricordo, un’emozione, un brivido, un grazie!
Sembra ieri quando, aprendo il 33 giri di “Strada facendo” e mettendolo a girare sul piatto del giradischi, l’esclamazione che esce dal cuore è “ma questo è ancora lui?”. Passano 5 anni, sul piatto del giradischi ci finisce “Oltre” e l’esclamazione è “Questo è pazzo”… Per chi, come me, ha ricevuto la folgorazione nel 1972, questi dischi sono stati il cambio di rotta, ma non sono stati altro che la conferma che a quest’uomo voglio un mondo di bene!

concerto a Cinecittà


Come si fa a non dire grazie ad una persona che mi accompagna da sempre, ad uno che senti sempre con piacere come sentiresti il vecchio amico, quello che non vedi per anni e ti ci ritrovi come se non l’avessi mai lasciato, quello che ti martella nella mente sia quando i giorni sono allegri sia quando sono tristi, quello che può cambiare l’umore e l’amore di una giornata, di una vita, di un istante…?
E’ bello poter ringraziare Qualcuno per il dono di questa vita, di questa esistenza in particolare: è una vita comune a tante altre, non certo soprannaturale, ma è proprio questa capacità di contagiare con la musica, di incantare con una nota, di far riflettere con un testo, che la rende particolare e degna di essere vissuta.
Nella classifica dei miei amori sta al secondo posto, battuto solamente da un Amore soprannaturale!
Auguri Cla e grazie per tutto!

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Tra zucchine e ninfee

il dono di oggi

Oggi il buon Dio ha premiato i miei sforzi di coltivazione: dal mio orto ho potuto raccogliere la prima zucchina (che allego in foto per i “non credenti”) immediatamente regalata ad Irene, come promesso, e questa sera, a cena, ho gustato una buona insalata.
Come ho scritto qualche post fa, è una bella gioia poter dire grazie a Qualcuno perchè ha premiato con un’ottima riuscita un lavoro da assoluta principiante… e siamo solo al 14 maggio… Quindi le aspettative sono rosee!

Le nostre comunità cristiane possono assomigliare o a un giardino di narcisi (gli eletti che si compiacciono della propria appartenenza selettiva) o a un prato di margherite (dove brilla il sorriso della condivisione fraterna) o a una vasca delle ninfee che galleggiano nell’acqua e affondano le radici nell’humus: quella fede nel mistero di Dio che, come l’acqua, irrora e placa le nostre turbolenze e sorregge il nostro affiorare come testimoni alla luce del sole, dentro l’evolvere delle stagioni della vita o dei segni dei tempi, che incessantemente provocano la pastorale a riscoprire una “bellezza antica e sempre nuova”. (don Agostino Cantoni).

Quando ho acceso il mac stasera mi sono trovata a leggere queste parole di don Agostino Cantoni. C’è un nesso logico tra questi due testi? Se sì, quale?
Leggendo il testo di don Agostino mi è venuto da pensare che le nostre comunità cristiane sono poca cosa se non sono alimentate dal nostro impegno e dal nostro lavoro, ma soprattutto se non sono affidate alle sapienti mani di Dio. Come giustamente sottolineato, è la fede nel mistero di Dio che tiene a galla il nostro lavoro, che ci rende un bel fiore galleggiante nel mare del mondo di oggi.
Se io non semino la zucchina e se non la curo, questa non può crescere. E devo lasciarla crescere pur in mezzo alle erbacce, con il rischio che queste la soffochino: quello è il suo mondo; a me spetta averne cura ed affidarla alle mani del Creatore per poter poi godere del dono.
Se io non vivo la mia fede cristiana in ogni incontro che la vita mi offre, se non regalo agli altri il mio essere, la mia testimonianza, non posso crescere. Anche se la gente che mi circonda non ha il dono della fede, anche se non vive una vita cristiana, Dio mi chiede di amare loro. Non mi chiede di vivere in un mondo perfetto: mi chiede di affidarmi alle sue mani di Padre per poter essere dono agli altri.

Da lunedì dovrò studiare dove posso sistemare un laghetto e riempierlo di ninfee…

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Simpaticamente cristiani tra gli uomini


E’ necessario che i cristiani, sostenuti da una “speranza affidabile”, propongano la bellezza dell’avvenimento di Gesù Cristo, Via, Verità e Vita, ad ogni uomo e ad ogni donna, in un rapporto franco e sincero con i non praticanti, con i non credenti e con i credenti di altre religioni. Siete chiamati a vivere con quell’atteggiamento carico di fede che viene descritto dalla Lettera a Diogneto: non rinnegate nulla del Vangelo in cui credete, ma state in mezzo agli altri uomini con simpatia, comunicando nel vostro stesso stile di vita quell’umanesimo che affonda le sue radici nel Cristianesimo, tesi a costruire insieme a tutti gli uomini di buona volontà una “città” più umana, più giusta e solidale.

Sono parole pronunciate poco fa da BXVI (il Santo Padre, per capirci) ad Aquileia.
Mi piace tanto questo avverbio di modo: con simpatia.
La simpatia nasce quando i sentimenti o le emozioni di una persona provocano simili sentimenti anche in un’altra, creando uno stato di “sentimento condiviso”. In pratica una persona simpatica è quella in grado di creare un rapporto che, proprio perchè capace di condividere sentimenti ed emozioni, non puo’ che dirsi profondo: personalmente non condividerei un sentimento con il primo che passa per strada!
La condivisione nasce da una conoscenza, da uno stare insieme, da un incontro, anche qui non di carattere solo epidermico, ma più profondo, rodato.

Quindi, cosa mi/ci chiede il Papa?
Mi/ci sta chiedendo di mettermi a condividere la mia vita con chi vivo, a qualunque stato religioso appartenga, sia che creda, sia che non creda (oltretutto dovrei amare anche i non baglioniani ed i non juventini…!). Simpaticamente… cioè a pari, insieme, a cuore a cuore.
Portando a testa alta il mio/nostro modo di contagiare con il Vangelo, ma soprattutto con la vita.
Cristiani, tra gli uomini del nostro tempo.
Non musoni, ma simpatici!

Mi sa che da domani inizierò un sondaggio per misurare il mio grado di simpatia… e se lo facessi partendo dal blog? Sarà simpatico questo blog?

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Chi c’è in ascolto?

Logo dell'evento


Pochi di voi sanno che lunedì scorso si è tenuto in Vaticano un particolare incontro durante il quale diversi blog sono passati dalla loro forma di “diario tecnologico” ad una forma tridimensionale.
Si è trattato del Vatican Meeting Bloggers: in poche parole la Chiesa, rappresentata da alcune autorità e persone che la compongono, ha chiamato a raccolta e voluto incontrare diverse altre persone che comunicano un messaggio in maniera continuativa attraverso un blog, non necessariamente di stampo cattolico e non solo italiani (a tal proposito potete vedere l’elenco degli invitati pubblicato qui)
Sono stati invitati 150 bloggers su 750 che avevano inviato la richiesta di partecipazione!
Il mio amico don Paolo Benvenuto era presente per la nostra “associazione Qumran” che cura diversi siti ed anche un aggregatore di blog cattolici. Io non ero presente ma ho seguito l’incontro soprattutto attraverso la pagina dedicata di twitter ed il gruppo dedicato di facebook.

Premesse queste notizie, necessarie per chi non conosce l’evento, posso dire che, a mio modestissimo parere, si è trattato di un bell’incontro, una tappa importante nella storia della Chiesa! Se avete voglia e tempo scorrete un po’ i vari post che trovate appunto su twitter e facebook e ve ne accorgerete da soli…
Da persona che vive con passione il proprio servizio all’interno della Chiesa con l’utilizzo di tutte le nuove tecnologie digitali, non posso fare a meno di sottolineare che il passo più importante è stato proprio quello di chiamare a raccolta un campione del popolo dei bloggers partendo dalla convizione che oggi l’informazione, la condivisione, l’ascolto, il dialogo, partono da qui, dal basso, da tutti noi che scriviamo il nostro quotidiano sulla tastiera di un pc o di uno smartphone, eternamente connessi ed in ascolto.
Alcuni interventi della giornata e post-interventi dei presenti sui propri blog mi sembrano proprio interessanti, meritano sicuramente una lettura attenta ed approfondita, una riflessione anche solo a carattere personale e se poi si riuscisse anche a farla attraverso dei piccoli commenti condivisi e si riuscisse ad istaurare un dialogo multimediale, meglio ancora!
In particolare vi segnalo:
le frasi da ricordare
il video dell’intervento di mons. Claudio Maria Celli
la riflessione di Fabio Colagrande
il post di Paolo Rodari
– la pagina istituzionale del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali

A margine (ma non troppo…) riporto una mia riflessione, da non professionista, ma da appassionata.
Mi è sembrato particolarmente importante il fatto che si sia sottolineata la dimensione dell’ascolto: i blog possono sembrare, a prima vista, delle pagine autoreferenziali, dove una persona scrive per mettersi in mostra. In realtà molti non colgono la dimensione dell’ascolto che è insita in un blog: se io pubblico un articolo non è mai solo per me, ma è un pensiero a cui spero che altri diano ascolto e sul quale intervengano con un loro pensiero a cui io darò ascolto. L’ascolto non è forse una delle situazioni più difficile da realizzare nella vita? Un ascolto che venga dal cuore, non solo dai padiglioni auricolari! Un ascolto pulsante di attenzione e partecipazione…
E voi pensate che non sia importante per noi, persone che crediamo, dedicare tempo all’ascolto degli altri, sia che questo avvenga in versione tridimensionale, sia che avvenga attraverso un “infernale strumento tecnologico”?
E voi pensate che la Chiesa si lasci scappare questa nuova dimensione di ascolto presente nella rete?
E voi pensate che Cristo, se fosse vivo oggi, non aprirebbe un blog (citazione da un intervento nella giornata)?

Io penso solo che la Chiesa ha fatto capire, e da tempo, di essere attenta e presente a questa nuova era tecnologica; si è resa conto che oggi l’annuncio e la nuova evangelizzazione passano proprio da qui, è qui che possiamo trovare il mondo che vive e pulsa, il mondo che ascolta.
Peccato che nella mia comunità parrocchiale questa dimensione è ben lungi dall’essere accolta e ascoltata.

Detto questo, metto a riposo le mie dita, il mio mac, il mio iphone, il mio cervello, ma non la mia passione ed il mio amore per Cristo e per l’annuncio cristiano. Sperando che possa diventare contagioso…

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Berlicche

IL CIELO VISTO DAL BASSO

Io Amo Castiglione Olona

la distanza tra Gerusalemme ed Emmaus

La Bottega del Vasaio

a cura di don Cristiano Mauri

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