Archivio mensile:giugno 2011

And the winner is

il nuovo Arcivescovo di Milano


Angelo Scola!
Ecco il nuovo Arcivescovo, che trasloca dal Patriarcato di Venezia (da Genova aveva invece traslocato Tettamanzi). Quindi le ultime due nomine ambrosiane sono “sottrazioni” ad altre diocesi, sia pur di differente peso e portata.
Ho potuto seguire, grazie alle nuove tecnologie ed alle nuove strategie comunicative ecclesiali oltre che attraverso gli articoli di giornalisti vaticanisti o autorevolmente accreditati, le notizie che si sono avvicendate in questi mesi, la segnalazione delle candidature, la scrematura dei nomi.
Fino all’ultimo ho sperato in un nome nuovo, in una figura attualmente non di risalto negli alti palazzi, speranza che è figlia nostalgica dell’esperienza “martiniana”. A quel tempo GPII aveva pescato una figura autorevole (dal 1978 era rettore della Pontificia Università Gregoriana), ma certo non avvezza ad incarichi pastorali. Ed invece è stato un grande ed indimenticato pastore, soprattutto perchè ha insegnato a noi laici l’amore per la profondità della Parola, ha rimesso al centro del cammino della chiesa ambrosiana l’unica Parola per cui vale la pena ascoltare, approfondire e capire!
Non sapevo granchè di Scola fintanto che non è uscito il suo nome come probabile arcivescovo: allora ho iniziato a leggere qua e là i tratti biografici scoprendo che torna a casa, essendo di Malgrate, diocesi di Milano, decanato di Lecco, zona pastorale III.
Senza entrare qui nel merito del perchè, leggo che è stato ordinato sacerdote nella diocesi di Teramo: questo avvenimento mi risulta pure simpatico, dato che è la diocesi che frequento da ormai tanti anni quando sono in vacanza, la reputo un po’ familiare e quindi la coincidenza mi fa piacere.
Per il resto la stampa ne parla sottolineando la vicinanza a CL o il fatto che è molto vicino a Ratzinger fin dai tempi di “Communio”.
Fatte queste premesse non sto quindi “toccando il cielo con un dito”: spero si riveli l’uomo giusto per la diocesi milanese, anche se nutro seri dubbi (avallati anche da più di qualche amico…).
C’è una sola cosa che può incoraggiarmi in questo momento: se BXVI l’ha voluto qui per far sentire la mano lunga e forte dei palazzi vaticani, che almeno sia per far sentire meno forte la curia ambrosiana, che ogni tanto (anzi spesso) pecca di presunzione, di immodestia, di superbia, di orgoglio e di saccenteria.
Abbiamo un rito nostro, proprio, ma questo non è un “manifesto” di appartenenza. In questi tempi forse è il caso di mettere da parte il nostro essere ambrosiani e basta, per diventare ambrosiani a servizio di tutti. Solo se e quando i preti ambrosiani la finiranno di sentirsi insostituibili e necessari, potrò dire che l’arcivescovo avrà raggiunto il proprio obiettivo di pastore.
Per il resto, auguri Eminenza, benvenuto tra noi (diffidenti, incerti, perplessi, titubanti), sperando che nella nomina abbia almeno un po’ soffiato l’alito vitale dello Spirito di Cristo e della Chiesa!

P.S. – Scusate il titolo del post non proprio ecclesiale, ma riflette il modo in cui la faccenda è andata avanti nel tempo. Forse oggi siamo più scettici perchè bombardati da stampa ed internet (che non c’era nel 1978…)?

Posso augurarmi di leggere la vostra opinione nello spazio dei commenti!

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Quante volte

ricordi in un film


E’ ormai una settimana che mi gira nella testa un pensiero, direttamente provocato da una presenza che abbiamo nella nostra parrocchia in questi giorni: suor Giovanna.
Il nostro primo incontro risale allo scorso millennio (questo per farvi capire che non sono giovane…), incontro anche questo legato alla sua presenza tra noi per un breve periodo di tempo. Sì, mi sono portata via un ricordo di quei giorni, ho rivisto questa persona in altre occasioni, in altri posti, in altri ambiti… niente di particolare, una persona che hai conosciuto e che intravedi/rivedi sempre con piacere ma senza particolari legami.
Passano gli anni, questa persona torna tra noi e, come lei mi ha raccontato, nel momento in cui è arrivata, immediatamente fa l’associazione “Marnate = Cesarina”.
Non mi vede, non osa chiedere… poi compaio dopo qualche giorno (ero al mare) ed ecco che scatta la molla, questo pensiero che mi sta accompagnando da allora.
Facciamo quattro chiacchiere, non solo di circostanza, si parla anche di faccende personali, ed è come se tutti questi anni vengono cancellati in un attimo. Da quel che lei mi dice, fin dal primo incontro, si è portata via un buon ricordo che ha comunque conservato in tutti questi anni (come d’altra parte è successo a me, forse con meno intensità, ma non certo con meno affetto).

La riflessione che mi perseguita è questa: ma ci rendiamo conto che ogni volta che incontriamo qualcuno per questo qualcuno diventiamo presenza e ricordo? Quante volte ho avvicinato persone in maniera errata e magari si sono portate appresso una visione distorta di me? Quante volte, invece, queste persone sono state edificate da una mia parola, da un gesto, da un sorriso? Quante volte sono stata testimone di bontà e di bene, quante volte invece ho ferito?

Ma è possibile rivedersi dopo 17 anni ed accorgersi che, pur non conoscendosi, sei sulla stessa lunghezza d’onda?
Sì, è possibile… ma solo a chi depone il proprio cuore e la propria mente nelle mani di Qualcuno!

Grazie, sister Gio, ho respirato con te!

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Manca il respiro

il respiro dello Spirito

La scorsa settimana ho letto questa stupenda “lettera agli amici” che periodicamente inviano dal Monastero di Bose: sono tre pagine, se vogliamo è lunghetta ma soprattutto densa di spunti e di significati che solo una realtà come Bose può esprimere.
Mi sono presa del tempo per rifletterci, anche se alcune frasi mi hanno colpito immediatamente… è sempre buona cosa fermarsi, “ruminare” le parole, che in questo caso richiamano “la” Parola.
Le parole che mi hanno imposto uno stop sono “stanchezza, fatica, scoramento”. Sono parole conosciute dagli Apostoli, dalle prime comunità cristiane raccontate da san Paolo e le conosciamo anche noi nella nostra sia pur piccola comunità, a volte ne siamo pure sopraffatti al punto da sentire anche noi una “mancanza di respiro”. Ci sembra di soffocare in spazi troppo angusti e troppo chiusi, pieni di problemi.
Come peraltro dice l’articolo, probabilmente constatiamo “che “il nostro respiro” di credenti, lo Spirito del Signore risorto trova ostacoli nell’aprire mente e cuore alla sua volontà di pace e vita piena”.
“Oggi, nel torpore dominante, molte delle stesse guide della comunità cristiana paiono incapaci di una parola convinta, decisa, obbediente al “sì sì, no no” evangelico, una parola in grado cioè di far risuonare con vigore nell’oggi della storia le assolute esigenze cristiane”.
E’ vero o no che ci manca una guida?
Io penso di sì, penso che stiamo camminando ma non sappiamo nemmeno noi bene dove e come, non riusciamo a scorgere ritmi e tempi del nostro cammino, non riusciamo nemmeno a fermarci nonostante manchi il respiro! Penso che non ci sia nemmeno più la voglia di fare un cammino insieme, di raggiungere insieme la bellissima vetta che vediamo in lontananza ma che ha perso completamente significato anche perchè la nostra guida non riesce a farci gustare la fatica del cammino condiviso.
Stiamo vivendo anche noi il tempo della sofferenza, il tempo in cui sembra di essere in un’arena dove si fronteggiano le varie fazioni ideologiche, le varie correnti di attività e pensiero. Siamo completamente nel mondo, incapaci di non essere del mondo. Eppure… “tra voi non sia così…”.
Mi manca tanto il respiro quando sto nella mia comunità, ma non mi stanco di invocare il soffio dello Spirito: sono certa che nei prossimi giorni verrà il vento! E continuo a pregare perchè sia impetuoso…

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Gira che ti rigira

A qualcuno di voi è successo di passare delle ore ad ascoltare delle riunioni assolutamente sterili, di quelle che, da quando si inizia a quando si finisce, sei lì che ti chiedi “Ma cosa accidenti ci sto a fare qui”?
Sicuramente avete le vostre esperienze da raccontare, e sarebbe bello che qualcuno, oltre che leggere, pigi i propri polpastrelli sulle dita della tastiera che gli sta davanti. Io mi permetto di raccontarvi la mia.
Sabato 21 maggio – riunione in oratorio per la festa di San Luigi – mail di convocazione inviata il 15 maggio a 22 persone; presenti alla riunione 6/7 persone. Delle altre si sono persi i contatti, nel senso proprio che non si sa niente. I presenti espongono le proprie idee, le proprie proposte, e si decide di stendere un piccolo promemoria per presentarlo al don. Da parte mia, stupidamente, penso che tutto sia finito lì e si attenda solo l’imprimatur con le relative eventuali modifiche.
Niente di più sbagliato…
Della seconda riunione, accidenti… guardo ora ed ho cancellato la mail di convocazione, quindi non riesco a fornire dati precisi sul numero delle persone convocate e sulla data di avvenuta comunicazione. Comunque riunione convocata per il mercoledì 1 giugno in serata. Ci si ritrova nei locali della casa parrocchiale (sempre in numero esiguo rispetto ai convocati) e praticamente mi risento la riunione precedente. In più c’è l’aggiunta del fatto che le persone che si dovranno occupare del mercatino non sono presenti alla riunione. Parole varie su orari, qualcosa rimane ancora da definire… ci lasciamo.
Esco e vengo a casa.

Nel tragitto rifletto che era meglio che da casa non fossi mai uscita, dedicandomi al solito lavoro serale. Ho la sensazione che piu’ si va avanti (nel tempo), più si torna indietro (nel modo). Sarà una mia sensazione, sarà un mio problema, sarà un mio parere, ma non vedo niente di costruito. Gira che ti rigira, il solito mondo di chiacchiere, il solito muro da abbattere, il solito modo in fondo inconcludente e senza responsabilità.
Non so… io non la penso come i presenti e gli assenti alle riunioni, purtroppo! Sarò una rivoluzionaria, sovversiva e pure rompipalle, ma io non riesco proprio a vivere questo modo falsamente accomodante e tranquillo, questa falsa tranquillità costellata di episodi, di giudizi, di sguardi che richiamano tristemente qualche oscuro personaggio evangelico.

A margine del tutto, qualcuno mi sa dire come mai è stata indetta la riunione dell’oratorio feriale per oggi pomeriggio e l’unica persona che era andata all’incontro di presentazione ero io e nessuno mi ha chiesto se oggi pomeriggio ero disponibile? Avrò una risposta da qui all’eternità? Non tanto per me, ma per i posteri: casomai a qualche altro/a stupido/a idealista venisse la voglia di “sprecare” il proprio tempo per amore dei ragazzi, per scoprire che invece non sei utile a nessuno. Anzi…

Berlicche

IL CIELO VISTO DAL BASSO

Io Amo Castiglione Olona

la distanza tra Gerusalemme ed Emmaus

La Bottega del Vasaio

a cura di don Cristiano Mauri

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