Archivio mensile:luglio 2012

Family 2012: il grazie

Oggi ho trovato nella posta il grazie dei cardinali Scola ed Antonelli: che bel ricordo si va ad aggiungere agli altri straordinari ricordi di quei giorni!

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A lezione di creatività

Tra le tante notizie che circolano ogni giorno, oggi ho avuto modo di riflettere sulla quella apparsa un paio di giorni fa che riguarda il neonato abbandonato nella ruota della clinica Mangiagalli a Milano.
Alla notizia è stato dato ampio spazio e relativo ampio commento: c’è chi vede un ritorno alla “ruota degli esposti” di medioevale fattura, c’è chi colpevolizza, chi assolve.
Il neonato è stato chiamato Mario e magari molti di noi avranno pensato al Mario Balotelli tanto osannato in questi ultimi giorni. Poi vado a leggere e scopro che in realtà l’aggancio è liturgico: questo neonato è stato lasciato alla clinica venerdì 6 luglio scorso, memoria di Santa Maria Goretti, ed essendo maschio il nome diventa, di conseguenza, Mario. Non lo trovate sorprendente?
Senza voler indugiare a cercare colpevoli nella faccenda, mi sembra bello sottolineare che i due protagonisti, neonato escluso, fanno sicuramente parte della categoria dei creativi: la madre, della quale non sappiamo niente, non ha distrutto una vita ma le ha dato un valore, affidandola ad un bene, dandole un senso. Tra le tante madri che fanno scelte di morte, questa ha comunque fatto una scelta di creazione. E’ stata grembo, poi madre ed, in ultima analisi, vita ad ogni costo!
Il medico si è preso cura della creatura, ha dato un senso alla vita di questo bambino che gli è stato affidato: in prima battuta l’ha messo nelle mani di Dio trovandogli una santa che lo accompagna fin dal momento in cui i suoi occhi hanno incontrato quelli di questo medico. Ha dato respiro divino a questo bozzolo di uomo!
Questa riflessione mi ha portato quindi a considerare tutte le volte in cui distruggo qualcosa od a quelle in cui creo qualcosa. La creatività è creazione, è passione che spinge l’amore a cercare sempre qualcosa di più grande, di più bello, di oltre. L’essere creativi è quindi la diretta conseguenza di amare una situazione o una persona e darle un senso, un tempo, un abbraccio, un sorriso, una spinta, un impulso. A volte è rinuncia e sofferenza: ma è sempre per un bene maggiore!

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a cura di don Cristiano Mauri

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