Archivio mensile:settembre 2012

Andiamo a Milano dal Cardinale

Un frastuono di voci e la gioia della giovinezza. Un pullman che aspetta e qualcuno che è sempre in ritardo. Il don che fa l’appello e la suora che viene con noi. Tutti su, si parte e si va dal Cardinale.
Milano, Piazza Castello: tutti giù e via, zainetto in spalla, via Dante, via Orefici ed ecco il Duomo davanti a noi. Arrivi al sagrato e comincia la calca: ti accodi con pazienza, scavalchi qualcuno per guadagnare posizioni, strattoni a destra e sinistra, e finalmente sei dentro! E comincia l’affannosa ricerca di un posto per tutto il gruppo e siccome non lo si trova, ecco che il gruppo si sfalda (a volte succede già prima, all’ingresso del portone, che già ci troviamo divisi).
Per arrivare dal Cardinale questo è il normale “rito”, a cui, peraltro, ci si sottopone volentieri: sentire la voce, la sua voce, che ti avvolge, non ha prezzo!
Sentire le sue parole che scovano un’immagine biblica nascosta chissà dove, oppure risentire un passo già trito e ritrito per le orecchie che diventa improvvisamente nuovo, che assume una nuova forma, un nuovo colore, che diventa musica che dalle orecchie arriva al cuore, non ha prezzo!
E sei lì accartocciato (impossibile definirsi seduto, inpossibile definirsi in piedi) su 3 cm. del bordo di una colonna del duomo, col freddo che ti entra nelle ossa, ma sei lì e per niente al mondo stai a casa.
Niente vale il calore di quella voce e di quelle parole!
Ripensavo a tutto questo l’altra sera mentre pregavo in Duomo davanti alla salma di padre Carlo Maria Martini (impossibile per me definirlo così: lui è semplicemente il Cardinale), mentre davanti ai miei occhi passava un fiume di persone, mentre ero seduta – stavolta sì, seduta – sotto una colonna e riaffioravano i ricordi e cercavo di trovare il motivo di tanto amore per una persona, una grande persona, che è stato il fuoco della mia giovane fede e la radice della mia fede adulta. Per dirla con la musica di una delle mie passioni mondane “il mio gancio in mezzo al cielo”.
Ci siamo amati ed oggi piango la sua assenza terrena. Sono orfana delle sue parole, ma sono parte della sua eredità.
Ringrazio il Signore per il grande dono che ci ha fatto donandocelo come pastore.
Cardinale, faccia buon viaggio nell’eternità e non si dimentichi di aiutarmi a rinnovare ogni giorno il dono di una parola carica di senso, che taglia ed avvolge, e ti spinge sempre oltre, più in là, fino a scomodarti dentro.
Pro veritate adversa diligere.

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Un tranquillo weekend di segni


Avete presente la stanchezza che si prova al venerdì mezzogiorno e non ne potete più che la giornata finisca per inebriarvi di weekend? Ecco, a questa aggiungete un frenetico desiderio espresso per tanto tempo, anzi diversi desideri… ed un’idea che gira nella testa da almeno un paio di settimane.
Mescolate bene il tutto e lasciate lievitare. Non ne potete più, contate le ore… e boom… ecco una notizia attraverso un messaggio di facebook, che stravolge tutto: è morto “il Cardinale”.
Allora mi butto su internet alla ricerca della conferma, anzi, alla disperata ricerca della smentita, e dopo diversi minuti con amarezza tocco con mano che lui non è più sulla terra.
E l’weekend salta, quello che ho pensato e programmato, atteso e fantasticato, tutto cambia improvvisamente. Sento dentro una strana sensazione, simile a quella di aver perso un fratello, una persona amata, qualcuno a cui devo molto, una parte di me.
E ripenso ai titoli di coda di una vicenda durata fin troppo: penso a questo gran finale incredibilmente con tanta, tanta, tanta riconoscenza. Deserto, solitudine, tradimenti, errori, indifferenze, ripartenze, vuoto, sorpresa, novità… tutto condensato in questi anni. La delusione di chi pensavo amico/a ed invece, nel momento del bisogno, non ha nemmeno provato a chiedermi qualcosa, non mi ha nemmeno avvicinato. La delusione di chi pensavo fratello nella fede ed invece… E mi rendo conto che tutto questo mi ha incredibilmente maturato, mi ha fatto provare esperienze nuove, incontrare persone nuove, fare scelte diverse ed uscire dal mondo ottuso delle proprie quattro mura parrocchiali. Due cose su tutto: l’incontro con le suore carmelitane e l’impegno di Qumran.
E ripenso a come vorrei il prossimo film: piena di speranza, mi auguro che il nuovo sia qualcosa che dia a tutti una bella spinta, tanto entusiasmo, perchè è questo che la mia comunità chiede, è questo che abbiamo bisogno. Quando si è innamorati si è entusiasti, si vede tutto positivo. Ma per innamorarsi devi incontrare il soggetto giusto. Oggi la gente ha bisogno di essere ascoltata e di una guida che dia senso all’esistenza troppo vuota di valori, a volte anche troppo piena di conflitti e di incapacità di dialogo, troppo conformista e statica. In cuor mio preparavo una festa per sabato 1 settembre, ed il Cardinale….
… mi ha preso per mano e mi ha fatto dono di una lectio magistralis!
Aveva 365 giorni per morire, se proprio il buon Dio voleva che tornasse tra le sue braccia, e lo fa proprio il 31 agosto, praticamente impedendomi ogni mossa. Se non è questo un segno… sono sicura che mi ha amata, mi ha voluto molto bene, ed oggi me ne vuole ancora di più, al punto da impedirmi alcuni comportamenti.
Sono sicura che lassù, in cielo, tre persone più il Cardinale si stanno divertendo un sacco. Mi conoscono, oggi forse possono leggere ancora meglio quello che mi attraversa il cuore e mi stanno facendo un regalo grande, impensabile ma ricchissimo!
Loro, solo loro, sanno qual è il fine ultimo dei miei giorni. E sanno anche che io mi fido dei loro segni.
Mi rivoltino pure come un calzino: è il segno che mi vogliono bene e che mi aiutano ad avere occhi che sanno guardare lontano.

Berlicche

IL CIELO VISTO DAL BASSO

Io Amo Castiglione Olona

la distanza tra Gerusalemme ed Emmaus

La Bottega del Vasaio

a cura di don Cristiano Mauri

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