Archivio mensile:febbraio 2013

La peste

800px-Yersinia_pestisIn questo periodo sto leggendo questo libro che mi è stato regalato a Natale: testo molto bello che praticamente attraversa la storia, non solo ecclesiale, degli anni “martiniani” a Milano (come specchiarsi nel passato!).
Questa mattina mi capita di leggere, a pag. 290, questo testo nel quale l’autore Marco Garzonio, in riferimento alle tre pesti indicate da Martini nel 1984, in occasione della processione penitenziale promossa per le vie del centro città ricorrendo il quarto centenario di san Carlo, dà questa definizione:
Parlare di peste è alludere a qualcosa di oscuro, di misterioso, di appiccicoso, che quando ti accorgi di averlo addosso può essere tardi; un morbo che aggredisce e corrode, che incute il senso dell’impotenza nella prevenzione e della difficoltà sia nella cura, sia nel risalire alle cause; una malattia tanto pervasiva e difficile da accettare che, quando scoppia e si diffonde, scattano le ricerche degli agenti esterni da cui farla derivare, gli eserciti che una volta portavano la peste, o le proiezioni più mostruose, da caccia alle streghe e processi sommari agli “untori”. Ma non rientra nello stile di Martini agitare i rischi dei mali, come usavano i vecchi predicatori, per incutere paura e suscitare ravvedimenti. Il male esiste, va affrontato, e il primo passo è riconoscerlo, nominarlo. L’invito è a pregare, a riflettere, a battersi il petto in penitenza ed in ascolto di Gesù “per stimolare non soltanto la nostra buona volontà e il nostro impegno etico”, ma per attivare “la nostra creatività sociale, politica, a tutti i livelli”, il “nostro impegno di fantasia e la capacità di guardare il futuro guardando a lui”
Ecco, leggendo questo mi è capitato di pregare il Signore per diversi motivi:
1 – perchè mi preservi da questo morbo;
2 – perchè mi aiuti a saper riconoscere il male, in qualsiasi forma esso si presenti, talvolta anche in quelle forme subdole e sottili, velatamente mascherate di bene;
3 – perchè mi dia sempre la forza e la capacità di lasciarmi stimolare e riflettere sugli avvenimenti della vita;
4 – perchè mi dia sempre più forza creativa e capacità di credere nel futuro.
Perchè, devo riconoscerlo, la peste è più vicina a me di quel che pensavo!

Contrassegnato da tag , , , ,

Prima di formarti nel grembo materno… (Ger 1,5)

Papa-Benedetto-XVI
Parto da qui, dall’ultimo pensiero che mi ha attraversato la mente, per mettere nero su bianco le mie sensazioni circa le dimissioni del Santo Padre. Non lo faccio perchè è la moda del momento, ma solo per andare a rileggerle tra qualche tempo, quando tutto sarà nuovo e si potrà fare tesoro anche di questa esperienza.
Non sono nessuno per dire qualcosa, anzi magari dirò pure cretinate. Però non posso impedire al mio cervello di elaborare le notizie, non posso frenare la mia sensibilità e far diventare passione quello che la mente trasmette al cuore.
Inutile sottolineare la sorpresa, che è generale tra i cristiani e non, per questo gesto certo inatteso, inusuale e sovversivo. La mia prima reazione è stata quella di andare a cercare conferme in internet, strumento che avevo a disposizione al momento.
Passato questo primo momento, mi è tornato in mente Habemus Papam, film di Nanni Moretti che ho avuto modo di vedere al cineforum, con relativo dibattito. Mi ha colpito la figura di questo attore che interpretava il Papa perchè mi ha fatto riflettere proprio sul lato umano della persona, di una persona, certo preparata e dotata di molte qualità non comuni, ma comunque uomo, uomo come tutti noi, che si ritrova, all’improvviso, a capo di una schiera di cristiani, messaggero e testimone di un annuncio plurisecolare, icona di una figura che ha cambiato per sempre la storia. Ed i suoi dubbi, umani, umanissimi, che possono essere i miei, che lo attanagliano. Quest’uomo che poteva essere mio padre e che avrei abbracciato se non altro per consolarlo di queste sue fragilità di fronte ad un compito che avvertiva più grande di lui.
Poi comincio a leggere le notizie di stampa in maniera più approfondita: e qui mi sembra di stare al mercato del pesce, dove tutti urlano per attirare i clienti. Molta informazione è davvero solo sensazionalista (una su tutte la giornalista che chiede se a Benedetto XVI, quando morirà, verranno comunque celebrate le esequie solenni… e mi domando: uno studia anni per fare questa domanda?). Qualche buon commento c’è e, non per lodare chi è cristiano, sono commenti di persone che conoscono il cristianesimo, se non altro parlano non per offrire la merce migliore o per sentito dire, ma con cognizione di causa, chi in maniera più arguta e simpatica, chi altro con maggior canonicità (potrei fare una rassegna stampa, ma sicuramente voi che leggete siete più bravi di me ed avete già approfondito!).
Alla fine elaboro un mio pensiero, un qualcosa che si avvicina alla mia sensibilità ed alla mia poca fede. Benedetto XVI ha ammesso di non farcela, molto umilmente ed in maniera che va al di là della normale intelligenza: ha agito con pragmatismo. Ha capito che alla Chiesa ed ai cristiani, oggi come sempre, è chiesto di stare al passo con i tempi mantenendo inalterato il cuore del messaggio e la propria unicità. E questi tempi sono troppo frenetici per la sua persona di 85 (quasi 86) anni. Ha dato una bella scossa a tutti noi che, abituati all’abbiamosemprefattocosì forse non capiamo fino in fondo la portata di questo gesto e, come fanno i discepoli in diverse pagine evangeliche, ci domandiamo cosa stia combinando il Maestro, smarriti su ciò che la nostra mente non comprende e lontani da quello che lo Spirito ci suggerisce. Ma abbiamo provato a pensare al suo tormento interiore? Ci siamo chiesti quanta libertà spirituale chiede questa scelta?
E, per finire, ecco la citazione di Geremia che mi passa per la mente. Nel capitolo 1 del libro di Geremia la citazione è inserita nel dialogo tra Geremia ed il Signore che si sviluppa nell’ottica della vocazione del profeta: Geremia, pur sentendosi inadatto al suo ruolo, riceve forza dal Signore per intraprenderlo.
Benedetto XVI, prima di essere formato nel grembo materno, è stato consacrato da Dio e mandato a svolgere il suo compito sulla terra, così come succede ad ogni uomo ed è successo a me. Questo suo gesto, grazie al quale niente sarà più come prima, oggi mi pone davanti ad alcune domande: posso dire di essere all’altezza del mio compito di cristiana? Oppure mi riesce difficile fare un gesto in controtendenza rispetto all’abbiamosemprefattocosì? Faccio parte della schiera di credenti che eleggono come patrono S. Tommaso d’Aquino, “patrono di chi non molla il cadreghino” (da-qui-no)?
Signore, dammi la grazia di capire perchè mi hai voluto. Concedi la tua vicinanza al Santo Padre ed alla Chiesa e soffia il tuo Spirito sui Cardinali che saranno impegnati nel Conclave futuro.

Contrassegnato da tag , , , ,

Mattone su mattone – C.P.P. del 29 gennaio 2013

Schermata 2013-02-02 a 22.25.45Lo so, sono colpevolmente in ritardo, ma per scrivere su un blog bisogna avere l’ispirazione e francamente la stavo aspettando. Mi sono lasciata prendere da altre cose in questi giorni e quindi il foglietto “Insieme”, distribuito già da questa sera in Parrocchia, mi ha anticipato: e questo mi rende molto felice!
Giusto per riassumere… durante il Consiglio Pastorale abbiamo affrontato l’argomento del cambio degli orari delle messe ed è stato deciso di tornare a programmare tre sante messe festive al mattino (8,00; 10,00; 11,30) ed una serale (che rimane, sperimentalmente, fissata alle 20,30).
Don Franco ha poi proposto di comporre una commissione liturgica, per la quale sono stati nominati due rappresentanti di Marnate più due di Nizzolina che provengono dai componenti del Consiglio Pastorale. A questi primi membri si aggiungeranno poi altre persone: ognuno può collaborare.
Il don ci ha poi ulteriormente relazionato sui lavori da effettuare, sulle costanti visite di commissioni diocesane e, di conseguenza, sui continui rinvii. Rimane la voglia di andare avanti, sia pur nella fatica.

Aggiungo le mie solite considerazioni personali.
Una riguarda la commissione liturgica di nuova formazione: io aggiungerei che sono particolarmente invitate le persone che, per questa tematica, hanno un po’ di passione e soprattutto voglia di imparare tante piccole-grandi cose che, sia pur quotidianamente praticate, sfuggono nella loro importanza e nel loro senso ultimo, nonchè nella loro esatta applicazione.
Per quanto riguarda, invece, l’orario delle Sante Messe, è passata la linea del ritorno ad avere due messe distinte nella fascia oraria 10,00 – 12,30. Alla seduta del Consiglio ho illustrato molto brevemente i risultati del sondaggio (così come appaiono qui). Mi è stato fatto presente che una persona poteva votare più volte (è vero: per fare questo era però necessario utilizzare due strumenti diversi) e comunque era una circostanza a cui non avevo minimamente pensato: francamente mi era sembrata molto più importante la possibilità di far sentire la voce di tutti anche attraverso uno strumento certo inusuale, ma utile, se usato con proprietà.
Se qualcuno ha pensato di esprimere il proprio pensiero più volte, proprio per mettere in risalto l’inutilità di un esperimento, orsù… non pensate che è ben poca cosa lo spirito che l’ha spinto a questo? Avrà anche ottenuto una piccola vittoria personale, ma non ha capito che siamo qui per costruire, non per demolire.
Alla prossima, carissimi, e grazie perchè camminate con me.

Contrassegnato da tag
Berlicche

IL CIELO VISTO DAL BASSO

Io Amo Castiglione Olona

la distanza tra Gerusalemme ed Emmaus

La Bottega del Vasaio

a cura di don Cristiano Mauri

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: