Archivio mensile:febbraio 2014

E.G. – Eh Già, la rivoluzione

Wordle_-_Create
Come vorrei aver scritto io questo articolo!!!! Lo trovo semplicemente grandioso!
Chiaramente io non sono capace di scrivere così bene e chiaro, ma davvero trovo che ogni parola potrebbe essere rivolta a me.
E così mi ha fatto nascere la voglia di mettere nero su bianco alcuni pensieri personali…

Ho letto l’esortazione per intero già qualche settimana fa e ci sto ancora riflettendo a livello personale, oltre a nutrire la speranza che venga proposta qualche occasione di approfondimento e di condivisione di gruppo. Sì, perchè la cosa che mi ha più colpito nell’intero testo è proprio questo linguaggio “rivoluzionario” rispetto alle consuetudini cristallizzate. Non è un testo breve, ma ti fa respirare e mi sono accorta che dentro ci sono tutti i suoi mesi di pontificato: il chinarsi a lavare i piedi la sera del Giovedì Santo, la prima uscita ufficiale a Lampedusa, la vicinanza alle lotte per il lavoro a Cagliari, l’elemosina ai poveri sotto il colonnato di S. Pietro. Insomma, una Chiesa libera (= uno stile di parrocchia al capolinea)!
Riporto qualche punto che mi ha colpito. Ad esempio, al 49, dice «Non voglio una Chiesa preoccupata di essere il centro e che finisce rinchiusa in un groviglio di ossessioni e procedimenti». Spesso lui accenna a questa realtà centralizzata che finisce per chiudersi, per togliere smalto e attrazione alla missione (= i sacramenti sono un obbligo).
Ci sono poi diversi richiami al modulare l’annuncio nel rispetto delle persone e delle culture che abbiamo davanti. L’invito è a pensare che l’annuncio del Vangelo non può essere un format già pronto, non è una catechesi standardizzata, ma deve essere continuamente rivisto, regolato, variato perchè possa essere trasmesso in un linguaggio comprensibile, non solo dal punto di vista linguistico, ma soprattutto dal punto di vista culturale ed umano. Per questo esorta in prima battuta i Vescovi, poi a scendere sacerdoti, religiosi, suore, laici, ciascuno ad analizzare la propria realtà per capire in qualche direzione far fiorire l’annuncio cristiano. Il richiamo ad avere una “sempre vigile capacità di studiare i segni dei tempi”» (51) (= un cristianesimo in cammino).
Inoltre ci sono diverse affermazioni che mi hanno fatto capire quanto sia importante il tono esortativo di questo scritto papale: «Non lasciamoci rubare l’entusiasmo missionario!» (80); «Non lasciamoci rubare la gioia dell’evangelizzazione!» (83); (101); «Non lasciamoci rubare la forza missionaria!» (109). Sembra quasi che il Papa abbia urgenza di trasmetterci il suo «sogno» della «trasformazione missionaria della Chiesa», che avverta il bisogno, l’urgenza. Soprattutto che ci invita a vincere la paura di farci sentire e di vivere da cristiani (= la necessità di una spinta profetica)!

Perchè tutto non resti solo una nuvola di parole (o di tag) c’è da fare la rivoluzione, rimboccarsi le maniche e confrontarsi, molto nel concreto. Altrimenti avremo perso molto più di un treno! Condividete?

Contrassegnato da tag , , , , ,

Pronti, partenza, via!

image_festival-program-big
In quanto membro del Consiglio Pastorale, mi piace far partecipe chi mi legge che lunedì 24 febbraio ci siamo incontrati, alla presenza anche del Vicario Episcopale di zona, per consultarci in merito alla “presentazione delle ditte appaltatrici dei lavori di ristrutturazione ed ampliamento dell’oratorio di Marnate”, come recitava l’ordine del giorno.
Il Consiglio si è espresso favorevolmente circa l’approvazione ed il dare il via ai lavori. La palla passa ora ai tecnici ed al Consiglio per gli Affari Economici per la scelta dell’impresa alla quale gli stessi verranno appaltati.
Mi sembra importante informare che la decisione è presa e che quindi dobbiamo sentirci tutti coinvolti in questa importante prova: il parroco non corre da solo ma ha bisogno dell’apporto e del sostegno di tutti. Dove non è possibile sostenere economicamente, dobbiamo sentirci tutti impegnati almeno ad un sostegno morale, spirituale ed anche personale.

Contrassegnato da tag

Accidenti, ho perso il filo

lucamusuraca_groviglio
Ho proprio bisogno di una mano: provo a lanciare una richiesta d’aiuto!
Ormai è un bel po’ di tempo che sui vari organi di informazione le notizie principali sono riferite ai vari governi, cambiamenti di governi, cambiamenti di ministri, vita privata di presidenti e ministri, rimborsi spese gonfiati, raccomandazioni, e chi più ne ha più ne metta! Questo a prescindere dal colore di appartenenza!
Difficile, per noi comuni mortali e non superman come loro, capire cosa è vero e cosa è falso di quello che ci propinano le notizie; difficle riuscire a ricostruire trame ed intrighi che sono addirittura meglio della migliore soap-opera; difficile proprio riuscire a seguire tutti i passaggi e le vicende che si intersecano tra di loro, volte a gettare fango or su uno or sull’altro.
Pertanto non mi sento di esprimere alcun tipo di giudizio.
Ma è da qualche giorno che mi gira una perplessità e spero di trovare qualcuno che mi aiuti ad avere una risposta.
Non chiedetemi per cosa perchè non lo so, ma mi pare di aver capito che Berlusconi è stato condannato a quattro anni in affidamento ai servizi sociali: perdonatemi, forse sto scrivendo inesattezze, ma davvero non seguo le vicende giudiziare di questa persona perchè non riesco a capire. Diciamo comunque che, quel che mi preme, è mettere in risalto questi quattro anni di affidamento ai servizi sociali.
Io questo ho capito.
Detto ciò, è qualche giorno che la sua faccia è ricomparsa sui teleschermi ed ha ricominciato a campeggiare questa immagine ilare e soddisfatta, lo si è rivisto davanti ai microfoni a pontificare, a stringere alleanze, a ricominciare la battaglia politica.
Ora, la mia domanda è: ma come posso io, persona adulta, che vorrebbe cercare di educare i più giovani, di mostrare loro una scala di scelte e valori, ottenere credito e credibilità quando, pur sforzandomi di essere coerente tra il pensiero e l’azione, mi vedo sovrastata da esempi di questo tipo che sono un oltraggio ai valori umani?
Se fossi giovane oggi, per prima io penserei che la cosa migliore sia incamminarmi alla sequela di Berlusconi che mi dimostra che posso fare tutto ciò che voglio, quando voglio, posso essere ricco, potente ed, allo stesso tempo, farmi beffe di tutti e perfino dimostrare di essere più forte delle stesse condanne! Non esiterei un minuto a sacrificare tutto in nome del dio denaro e sesso. In fondo cosa faccio di male se cerco un po’ di piacere per me?
Ecco, non riesco a trovare il filo che mi riporti all’uomo. A tutto quello che di bello e positivo è l’uomo. Siamo davvero in balìa di tutto ciò che di male e di peggio è insito nella natura umana o siamo ancora capaci di guardarci attorno e dentro? Siamo ancora capaci di cercare, INSIEME, questo filo che ci sta scappando?
Chi mi aiuta, per favore?

Contrassegnato da tag , , ,

Tra Ratzinger e Bergoglio io metto Martini

Immagine
Giusto oggi è un anno. A volte sembra passato velocemente, a volte sembra essere stato eterno.
Ma giusto un anno fa anch’io, allibita come tutti, apprendevo la notizia da un post del mio amico Gabriele su facebook, poco prima di uscire dall’ufficio. E mi domandavo come mai Gabriele scriveva certe sciocchezze, che giorno fosse per tirare uno scherzo simile… Carnevale? Arrivata a casa per pranzo scopro tutte le varie edizioni straordinarie dei TG e quindi apprendo che la notizia è vera.
Lo scherzetto ce l’ha fatto Benedetto!
Consapevole di essere spettatrice di un evento di portata storica, comincio anch’io a supporre, a domandarmi, ad avvertire un senso di disorientamento perchè, diciamocelo, il Papa, per noi cristiani, è una figura “mitica”, eroica ed, in quanto tale, eterna. E Ratzinger ha il coraggio di dimettersi? Proprio lui, teologo raffinato? Certo, sulle sue spalle sono gravati molti pesi nei giorni del suo pontificato. Senza analizzare i perchè ed i per come (non ne sono all’altezza e nemmeno mi permetto), da semplice cristiana, oggi, un anno dopo, dico che se fossi a fianco di Benedetto lo abbraccerei. Soprattutto per la sua umiltà nel farsi da parte, riconoscendo i propri limiti umani, per amore della Chiesa (che siamo noi, mica i muri!). E per la decisione di vivere da monaco, in preghiera, per la Chiesa (che siamo noi, quindi prega per noi!).
Passano 30 giorni: attese, speranze, supposizioni, bla bla bla di giornalisti, pronostici, immagini di cardinali al conclave (qualcuno in bicicletta). E finalmente ‘sto gabbiano sul comignolo che fuma bianco! Un’attesa interminabile davanti alla tv e questo nuovo Papa che non arriva mai. E intanto, nella mente, passano le immagini del film “Habemus papam” di Nanni Moretti: e se si affaccia e rinuncia? Fantascienza? Anche le dimissioni… Come mai tarda così tanto?
Finalmente il video cambia ed ecco apparire tutto l’apparato che annuncia la nomina di Bergoglio che, affacciato alla loggia vaticana per la prima volta, sembra proprio di rivedere il viso dell’attore nel film. Ma…
Ma tutto cambia con “Fratelli e sorelle, buonasera!”, con la preghiera per il Papa emerito Benedetto XVI, con la preghiera silenziosa del popolo per il Papa (e la piazza tace!).
Sì, il cognome Bergoglio risuonava già dal Conclave del 2005, ma corrispondeva a quello di un emerito sconosciuto che abbiamo visto per la prima volta 8 anni dopo, vestito di bianco, ormai vescovo di Roma.
E quindi è una persona tutta da scoprire.
Oggi, un anno dopo, anche qui senza fare analisi da esperta perchè non lo sono, dico che abbiamo veramente una grande guida, un uomo coraggioso, con le idee chiare, che non esita a richiamare, a rivoluzionare, a dare impronte diverse a tante situazioni cristallizzate. Forse è uno dei pochi che non conosce la frase “Abbiamo sempre fatto così!” che è la morte di ogni tentativo di rinnovamento, in ogni campo e spesso proprio nella chiesa, quella quotidiana (che siamo noi, mica i muri!).
Sicuramente è un uomo di preghiera e questo lo si vede, lo si sente, lo si percepisce.

Ho voluto fermarmi a ripensare a questi avvenimenti perchè sono comunque tappe importanti di ogni cristiano. Ma più ci penso, più mi tornano in mente, più ci vedo un’impronta sotto.
Io continuo a vederci Martini. Questo sant’uomo non è andato in cielo il 31 agosto 2012 giusto perchè non sapeva cosa fare di meglio. Aveva un compito ben preciso e, arrivato lassù, avrà rotto le scatole talmente tanto da riuscire a parlare con la Trinità al completo.
Prima di andarsene da questa terra aveva affermato che la Chiesa è indietro di 200 anni. Non penso che nel tragitto terra-cielo si sia dimenticato questa affermazione, o meglio i fatti accaduti mi fanno pensare che è stato proprio lui a portare lassù il grido della Chiesa (che siamo sempre noi, mica i muri!).
Ed oggi, spesso e volentieri, quando sento alcune affermazioni di papa Francesco, mi sorprendo a ricordare “ma questa cosa l’ho già sentita…”. Certo, da Martini, 30, 25, 20, 15 anni fa. E, oltre ad essere contenta di aver avuto la fortuna di poterlo seguire, sono piacevolmente sorpresa dalle somiglianze che attribuisco al carisma dei Gesuiti.
La Chiesa era indietro di 200 anni. Oggi possiamo dire 199?

Contrassegnato da tag , , ,

Pietà per l’arte

065-michelangelo-pieta-copy
Nell’era del tutto è facile, immediato, veloce, delle notizie che si rincorrono e che non abbiamo tempo nemmeno di ascoltare, una cosa mi incuriosisce da un paio di giorni ed allora decido di approfondire.
Non sono un’esperta in materia, ma apprezzo il bello (la bellezza salverà il mondo!).
Dunque tutto nasce da qualche post su facebook che vedo su più di un profilo di amici/amiche: “salviamo la storia dell’arte in Italia” – “abolito l’insegnamento della storia dell’arte in Italia” – “noi vogliamo l’insegnamento della storia dell’arte” – ecc.
E siccome facebook spopola, di conseguenza spopolano i post. Non capendoci granchè e non essendo addentro nella scuola, cerco di informarmi, e dove se non su internet? E qui trovo un blog, un altro blog che riportano post recenti; il sito dell’associazione nazionale insegnanti storia dell’arte, che penserei sia una fonte più che aggiornata ed attendibile, ma che non riporta niente di recente in merito se non una lettera inviata al ministro Carrozza ad ottobre 2013.
Cerco di capire leggendo queste fonti e quindi arrivo alla conclusione che questi tagli all’insegnamento della storia dell’arte risalgono alla riforma prevista dal ministro Gelmini che, nell’arco degli anni, ha avuto più di una iniziativa contro. Diverse entità si sono battute (e sbattute) per cercare di rivalorizzare e reintegrare l’insegnamento, ma senza grandi risultati. Probabilmente la battaglia è ancora in atto, probabilmente sarà anche dura, ci sono poche speranze… perchè? Soldi, soldi, soldi: mancano i soldi!
(P.S. – a questo punto i vari post che girano stanno girando da mesi… come le catene di sant’Antonio, ogni tanto si rifanno vivi 😦 )

Notizia di ieri sui giornali: le agenzie di rating non hanno valutato il patrimonio artistico (fonte ILSOLE24ORE e CORRIERE DELLA SERA, giusto per citarne un paio). Ragion per cui la Corte dei Conti chiede un risarcimento quasi “paperonesco”!
Ciò mi fa pensare che c’è quindi un patrimonio non sommerso, ma visibilissimo da tutti, che noi italiani possediamo e di cui non ci rendiamo conto. Se non ci importa di studiarlo, come possiamo apprezzarlo e pretendere che gli altri lo considerino se siamo noi i primi a non dare la giusta importanza ed il giusto valore?

Se in oltre due millenni di storia il nostro territorio è stato calpestato da geni di ogni forma artistica che oggi vengono praticamente ignorati in nome del denaro, forse non abbiamo capito proprio un bel niente dell’uomo e della sua creazione!
Certo, possiamo sparare addosso ai governi che si sono succeduti e su succedono e su tutte le malefatte che combinano. Certo possiamo andare alla domenica al centro commerciale con i nostri bambini, ragazzi, adolescenti e giovani e goderci il cazzeggio generale.
Ma se ci impegnassimo a fare qualcosa di concreto per l’arte?
Può essere dedicare del tempo per fare volontariato in un museo, in una chiesa; può essere spenderci per far conoscere attraverso varie forme, anche attraverso incontri mirati, qualcosa che ci ha fatto innamorare; può essere anche solo raccontare agli altri la bellezza di un’opera e farli innamorare per contagio; può essere anche solo usare internet per viaggiare e conoscere virtualmente opere che magari non riusciamo a vedere dal vivo.
Può essere tante cose, ognuno con la sua creatività può aggiungere quel che vuole.
Ma, vi prego, abbiate pietà per l’arte, sentite compassione per quel che sta succedendo. Prima di condividere un post, cercate di capire, di farvi un’idea di ciò che state condividendo.
Per diversi secoli la Bibbia è stata raccontata ai poveri, che non avevano la possibilità di istruirsi, attraverso l’arte (il duomo di Colonia con le sue splendide vetrate ne è una prova).
L’arte è la forma che ogni uomo ha a disposizione per avvicinarsi e toccare Dio. Fate in modo che non lo si dimentichi mai.
E che prima dei soldi venga sempre un cervello che pensa per l’umanità!

Contrassegnato da tag

Papa Francesco a gennaio ha detto…

Ecco il fascicolo delle omelie feriali di gennaio.
Per chi avesse necessità del formato pdf per la stampa, è scaricabile da qui

Contrassegnato da tag ,

Tra tradizione e gola

biagioNon ho niente contro san Biagio, sia chiaro da subito: è fin da bambina che mi hanno insegnato che è il santo invocato contro le malattie della gola (pare abbia salvato un bambino che stava soffocando dopo aver ingerito una lisca di pesce).
Ma francamente non ho mai capito come mai, durante la sua celebrazione liturgica, in molte chiese i sacerdoti benedicono le gole dei fedeli accostando ad esse due candele, così come non ho mai capito la vendita dei dolci da benedire e tutto quello “sfrugugliare” di sacchetti della spesa per elevare il più in alto possibile il cibo portato da casa durante la benedizione del sacerdote, quasi che più in alto alzi il sacchetto prima arrivano le gocce di acqua benedetta!
Oggi mia mamma mi ha riferito che il sacerdote che ha celebrato la Santa Messa in parrocchia questa mattina ha appunto richiamato l’attenzione, con semplicità, su questo fatto della benedizione della gola con le candele, più o meno dicendo (riporto e quindi mi fido di quel che ha capito mia mamma) che è una tradizione che non ha particolare fondamento se non nelle pratiche di devozioni e preghiere che si perdono nella notte dei tempi.
Sentendo questo mi sono sentita “in sintonia” con il pensiero del sacerdote e un po’ meno “depravata”. E sono contenta di non fare parte di quel gruppo di persone che affolla la chiesa solo per averne un tornaconto personale, a seconda del santo di turno (oggi dicasi Biagio, appunto!).
Personalmente mi piacerebbe arrivare a far capire alle persone l’enorme differenza tra una tradizione ed un fondamento di fede. Così come mi piacerebbe che si arrivasse a capire quale pienezza di fede contiene la festa della Presentazione del Signore al tempio rispetto alla benedizione della gola.
Spero che san Biagio non se la prenda… non gli voglio male, cerco solo di collocarlo nella sua giusta dimensione liturgica e di spostare l’attenzione dalla tradizione alla fede.

Contrassegnato da tag , , ,
Berlicche

IL CIELO VISTO DAL BASSO

Io Amo Castiglione Olona

la distanza tra Gerusalemme ed Emmaus

La Bottega del Vasaio

a cura di don Cristiano Mauri

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: