Tra Ratzinger e Bergoglio io metto Martini

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Giusto oggi è un anno. A volte sembra passato velocemente, a volte sembra essere stato eterno.
Ma giusto un anno fa anch’io, allibita come tutti, apprendevo la notizia da un post del mio amico Gabriele su facebook, poco prima di uscire dall’ufficio. E mi domandavo come mai Gabriele scriveva certe sciocchezze, che giorno fosse per tirare uno scherzo simile… Carnevale? Arrivata a casa per pranzo scopro tutte le varie edizioni straordinarie dei TG e quindi apprendo che la notizia è vera.
Lo scherzetto ce l’ha fatto Benedetto!
Consapevole di essere spettatrice di un evento di portata storica, comincio anch’io a supporre, a domandarmi, ad avvertire un senso di disorientamento perchè, diciamocelo, il Papa, per noi cristiani, è una figura “mitica”, eroica ed, in quanto tale, eterna. E Ratzinger ha il coraggio di dimettersi? Proprio lui, teologo raffinato? Certo, sulle sue spalle sono gravati molti pesi nei giorni del suo pontificato. Senza analizzare i perchè ed i per come (non ne sono all’altezza e nemmeno mi permetto), da semplice cristiana, oggi, un anno dopo, dico che se fossi a fianco di Benedetto lo abbraccerei. Soprattutto per la sua umiltà nel farsi da parte, riconoscendo i propri limiti umani, per amore della Chiesa (che siamo noi, mica i muri!). E per la decisione di vivere da monaco, in preghiera, per la Chiesa (che siamo noi, quindi prega per noi!).
Passano 30 giorni: attese, speranze, supposizioni, bla bla bla di giornalisti, pronostici, immagini di cardinali al conclave (qualcuno in bicicletta). E finalmente ‘sto gabbiano sul comignolo che fuma bianco! Un’attesa interminabile davanti alla tv e questo nuovo Papa che non arriva mai. E intanto, nella mente, passano le immagini del film “Habemus papam” di Nanni Moretti: e se si affaccia e rinuncia? Fantascienza? Anche le dimissioni… Come mai tarda così tanto?
Finalmente il video cambia ed ecco apparire tutto l’apparato che annuncia la nomina di Bergoglio che, affacciato alla loggia vaticana per la prima volta, sembra proprio di rivedere il viso dell’attore nel film. Ma…
Ma tutto cambia con “Fratelli e sorelle, buonasera!”, con la preghiera per il Papa emerito Benedetto XVI, con la preghiera silenziosa del popolo per il Papa (e la piazza tace!).
Sì, il cognome Bergoglio risuonava già dal Conclave del 2005, ma corrispondeva a quello di un emerito sconosciuto che abbiamo visto per la prima volta 8 anni dopo, vestito di bianco, ormai vescovo di Roma.
E quindi è una persona tutta da scoprire.
Oggi, un anno dopo, anche qui senza fare analisi da esperta perchè non lo sono, dico che abbiamo veramente una grande guida, un uomo coraggioso, con le idee chiare, che non esita a richiamare, a rivoluzionare, a dare impronte diverse a tante situazioni cristallizzate. Forse è uno dei pochi che non conosce la frase “Abbiamo sempre fatto così!” che è la morte di ogni tentativo di rinnovamento, in ogni campo e spesso proprio nella chiesa, quella quotidiana (che siamo noi, mica i muri!).
Sicuramente è un uomo di preghiera e questo lo si vede, lo si sente, lo si percepisce.

Ho voluto fermarmi a ripensare a questi avvenimenti perchè sono comunque tappe importanti di ogni cristiano. Ma più ci penso, più mi tornano in mente, più ci vedo un’impronta sotto.
Io continuo a vederci Martini. Questo sant’uomo non è andato in cielo il 31 agosto 2012 giusto perchè non sapeva cosa fare di meglio. Aveva un compito ben preciso e, arrivato lassù, avrà rotto le scatole talmente tanto da riuscire a parlare con la Trinità al completo.
Prima di andarsene da questa terra aveva affermato che la Chiesa è indietro di 200 anni. Non penso che nel tragitto terra-cielo si sia dimenticato questa affermazione, o meglio i fatti accaduti mi fanno pensare che è stato proprio lui a portare lassù il grido della Chiesa (che siamo sempre noi, mica i muri!).
Ed oggi, spesso e volentieri, quando sento alcune affermazioni di papa Francesco, mi sorprendo a ricordare “ma questa cosa l’ho già sentita…”. Certo, da Martini, 30, 25, 20, 15 anni fa. E, oltre ad essere contenta di aver avuto la fortuna di poterlo seguire, sono piacevolmente sorpresa dalle somiglianze che attribuisco al carisma dei Gesuiti.
La Chiesa era indietro di 200 anni. Oggi possiamo dire 199?

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One thought on “Tra Ratzinger e Bergoglio io metto Martini

  1. Sorella ed amica ha detto:

    GRAZIE, Cardinale! GRAZIE, Papa Benedetto! GRAZIE, SS. Trinità! Grazie, Papa Francesco e… preghiamo per te!

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