Archivio mensile:luglio 2015

Le donne forti: difficili ma speciali

Sandro Botticelli - Fortitude (Uffizi)

Sandro Botticelli – Fortitude (Uffizi)

Riporto un testo di S. Oberhammer: lo trovo molto azzeccato!

Le donne forti le riconosci, non passano inosservate.
Quando camminano senti la loro presenza, quando arrivano senti che qualcosa cambia.
Non sono donne facili, perchè non si accontentano, perchè vogliono e cercano qualcosa di più. Non hanno paura delle sfide per trovare ciò che hanno nel cuore, non hanno paura nemmeno di soffrire per inseguire i loro ideali.
Non vogliono piacere a tutti le donne forti, vogliono piacere soprattutto a se stesse. Quando le donne forti ti guardano non vedi solo i loro occhi. C’è qualcosa di più. E’ la loro anima che scorgi, ha il colore del sole e la luce della luna.
Quando le donne forti si muovono non c’è solo il loro corpo ma ci sono anche i loro sogni, le loro speranze, la fiducia che hanno in se stesse e negli altri. Le donne forti non sono come tutti gli altri, ascoltano anche il loro lato più istintivo, ridono e piangono senza vergognarsi e se ne hanno voglia si siedono per terra o camminano scalze come se fosse la cosa più normale del mondo.
Le donne forti non sono donne che non sbagliano mai ma sono donne che affrontano i loro sbagli con la forza dell’anima.
I fallimenti e le sconfitte diventano terreno fertile per imparare, per migliorare.
Diventano il luogo dove l’anima trova gli spazi per crescere.
Le donne forti sono in grado di vestirsi di niente ma di sembrare tutto. E’ la loro anima che le veste, è la forza di se stesse che le circonda. Ed è proprio questa loro presenza, a volte difficile, che merita di averle conosciute.

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Si fa e non si dice

Perché noi non siamo mai quello che gli altri dicono di noi. Siamo i nostri gesti, non i loro giudizi e tantomeno i loro pregiudizi.
(M. Gramellini)

Armes Kind an Hand von Entwicklungshelfer

Così fan tutti

Articolo (di cronaca? di costume?) perso tra le vicende greche, la sonda che arriva fino ai limiti della galassia, i milioni spesi per il calciomercato e la croce con falce e martello regalata a papa Francesco.
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Il mare, il caldo, il buio, la libertà, gli amici, qualche birra… forse. E smartphone con whatsapp, la ciliegina sulla torta.
E di questa ragazzina – e relativo ragazzino – non ci sono i nomi: non mi sprecherei più di tanto a leggerli perchè sono gli stessi di tanti adolescenti che vedo anch’io trascinarsi tra un vuoto e un nulla, una bestemmia ed una maleducazione, una tragressione ed un pestaggio.
Gli adolescenti che tutte le sere girovagano pur di non stare a casa, le facce bambine che fino all’altro giorno vedevo giocare spensieratamente e adesso si consumano una sigaretta dietro l’altra, cosa cercano? Me lo domando solo io? E’ un cruccio mio o c’è ancora qualche genitore che non si accontenta di controllare i figli tramite smartphone? Qualche genitore che, senza badare tanto ai formalismi ed alle apparenze, passa ai fatti trovandosi davanti il/la proprio/a figlio/a in tutt’altre faccende affaccendato (e non c’è solo il sesso)?
O così fan tutti?

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Affetto ecclesiale vo’ cercando

Ribloggo qui l’articolo di Enzo Bianchi che appare sul n. 7 di Jesus, mensile dei “Periodici San Paolo”, che ha pubblicato Christian Albini sul suo blog.
Se cliccate sul link potete leggerlo.

Mi sembra molto interessante. O no? Enzo-Bianchi-vi-spiego-cos-e-oggi-il-Male-620x372

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Berlicche

IL CIELO VISTO DAL BASSO

Io Amo Castiglione Olona

la distanza tra Gerusalemme ed Emmaus

La Bottega del Vasaio

a cura di don Cristiano Mauri

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