Così fan tutti

Articolo (di cronaca? di costume?) perso tra le vicende greche, la sonda che arriva fino ai limiti della galassia, i milioni spesi per il calciomercato e la croce con falce e martello regalata a papa Francesco.
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Il mare, il caldo, il buio, la libertà, gli amici, qualche birra… forse. E smartphone con whatsapp, la ciliegina sulla torta.
E di questa ragazzina – e relativo ragazzino – non ci sono i nomi: non mi sprecherei più di tanto a leggerli perchè sono gli stessi di tanti adolescenti che vedo anch’io trascinarsi tra un vuoto e un nulla, una bestemmia ed una maleducazione, una tragressione ed un pestaggio.
Gli adolescenti che tutte le sere girovagano pur di non stare a casa, le facce bambine che fino all’altro giorno vedevo giocare spensieratamente e adesso si consumano una sigaretta dietro l’altra, cosa cercano? Me lo domando solo io? E’ un cruccio mio o c’è ancora qualche genitore che non si accontenta di controllare i figli tramite smartphone? Qualche genitore che, senza badare tanto ai formalismi ed alle apparenze, passa ai fatti trovandosi davanti il/la proprio/a figlio/a in tutt’altre faccende affaccendato (e non c’è solo il sesso)?
O così fan tutti?

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2 thoughts on “Così fan tutti

  1. Alberto 62 ha detto:

    No, non tutti fanno così… ma mi rendo conto che è sempre più difficile relazionarsi con i figli: La famiglia oggi non viene più dipinta dai “media” come un luogo/momento/casa di tranquillità e sicurezza, ma come il “motivo” delle insofferenze/intolleranze/restrizioni della libertà dei figli.. così ti trovi dall’altra parte della barricata senza volerlo, e per i tuoi figli spesso diventi il nemico.. Sempre più difficile fare il genitore, forse è diventato più difficile anche fare il figlio.. non sò.. anch’io sto cercando delle risposte a questi interrogativi.. nel frattempo punto “dritto avanti a me, perchè sulla mia strada ci sei Tu”…

    • voce18 ha detto:

      Ma sai che davvero, come già ti accennavo a voce, spesso mi trovo a guardarmi attorno e vedere questo nulla in cui tanti adolescenti si trascinano, e vedere che passare da questo nulla al negativo (sesso, botte, ecc…) il tragitto è proprio breve. Io rimpiango gli scappellotti ben assestati che sono passati anche sulla mia pelle: ti facevano venire qualche insofferenza, ma avevano il sapore del bene che un genitore vuole al proprio figlio! Non dico come allora, ma qualcuno ci vorrebbe anche adesso.
      E poi, a parte i media, troppi luoghi che prima avevano la connotazione educativa, oggi sorvolano – per quieto vivere? – su quello che sarebbe il loro specifico. Ho l’impressione che anche le famiglie che si trovano unite in un ideale comune, anche di fede, non riescono ad essere segno per le nuove generazioni

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