Martini e la comunicazione

Da “Il profeta” di Marco Garzonio e da “Effatà, Apriti!” di Carlo Maria Martini

Il cardinale individua sette caratteristiche della comunicazione interumana (sette, numero biblico per eccellenza). Eccole.
Il silenzio, da cui nasce “ogni comunicazione autentica”, mentre “molte forme di loquela nascondono un vuoto interiore”; il tempo, perchè occorre “saper cogliere i momenti giusti, senza bruciare le tappe”; le luci e le ombre, in quanto “chi nel rapporto personale vuole solo e sempre luce, chiarezza, certezza assoluta dà segno di voler dominare piuttosto che comunicare”; “la trasparenza comunicativa raggiungibile quaggiù”, che “non è mai assoluta: la conoscenza di tutto quanto è nel fratello o nella sorella non sempre aiuta l’amicizia e l’amore”; il coinvolgimento che tocca sempre in qualche modo la persona che comunica; l’ascoltare bene gli altri prima ancora di pensare che cosa dobbiamo dire noi; la reciprocità, perchè non c’è un autentico comunicare se non c’è l’intenzione di suscitare una risposta.

Berlicche

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