Archivi tag: ascolto

E se provassimo a…

desenho-divertido-do-numero-4-para-colorir

In qualche modo la quarta malattia indicata Papa Francesco si va a sovrapporre alla terza.
A me fa venire i brividi perché mi richiama con insistenza una frase che sento con consuetudine nell’ambiente ecclesiale, anche nella mia piccola parrocchia: “abbiamo sempre fatto così”.
Cioè abbiamo pianificato una cosa 30/40/50 anni fa e la portiamo avanti così perché è perfetta ed ormai la gente è abituata!
Non si tratta di scardinare meccanismi rodati, di stravolgere l’ortodossia della Chiesa e nemmeno di accantonare le persone per il gusto di cambiare: no! Si tratta, molto più semplicemente, di accettare le critiche costruttive e di “pianificare ascoltando”, dove ascoltando non è il semplice confronto verbale che passa attraverso le orecchie, ma è soprattutto un “ascolto del cuore”. Ho esperienza di tante di quelle riunioni con cuori sordi…!!!
Secondo me la buona pianificazione si ottiene prima a tavolino, prosegue sul campo e si conclude nuovamente al tavolo delle verifiche. Questa, a mio parere, è la pianificazione che tiene conto ed è fedele allo Spirito Santo perché non si esaurisce portando avanti le proprie idee con il paraocchi, ma lascia spazio anche a pareri diversi, fa emergere anche eventuali negatività senza avere paura di affrontarle.
Soffro sempre quando mi sento dire: “tu vedi sempre le cose negative; dai… continuiamo…”.
Non si tratta di vedere negativo: si tratta di ascoltare la voce dello Spirito e di guardare con occhi appassionati. Gli unici che vanno oltre i difetti perché sanno vedere l’essenza dell’amore di Dio.

Contrassegnato da tag , , , ,

La Chiesa che vorrei

papa
Carissimo papa Francesco,
son trascorsi tre giorni dalla tua nomina papale (curioso, tre…) e non finisci di stupire!
E’ davvero difficile per noi non essere travolti dalla tua figura che riassume tutto quanto abbiamo desiderato, soprattutto in questi ultimi travagliati tempi, per la nostra Chiesa.
Ci sembri proprio un bellissimo regalo dello Spirito Santo: il tuo essere assolutamente normale metterà in crisi la complessa macchina vaticana, ne sono pressochè certa. Quindi ti dò il benvenuto ufficiale nel club “minevaganti“, quelle che “servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare i piani”: a te cedo volentieri la tessera n. 1 perchè intravedo tutta la tua potenzialità!
Devo però dirti che più ti vedo e più penso alla Chiesa che vorrei, a cosa mi piacerebbe che cambiasse proprio grazie alla tua presenza, alla tua guida, al tuo cammino comune con il nostro.
La prima cosa, quella che mi mette i brividi in questi giorni, è questo silenzio di poco più di 30 secondi che sei riuscito a creare in una piazza San Pietro piena ed esultante. Ecco mi piacerebbe che anche le nostre celebrazioni lasciassero più spazio al silenzio: quando le parole ed i gesti tacciono è il cuore che si consegna nelle mani di Dio, è lui che parla usando il linguaggio dello spirito.
La seconda cosa è la semplicità nella preghiera. Anche qui ci hai dato una dimostrazione esemplare presentandoti al mondo ed alla storia con tre semplici preghiere, quelle che ognuno di noi, battezzato e cristiano fin dai primi mesi della propria vita, ha imparato nella propria famiglia, con i propri genitori. Mi piacerebbe che la gente capisse che non contano le belle parole: conta la familiarità nel pronunciarle, conta la distanza che viene annullata dal linguaggio comune, che tutti condividono e capiscono.
La terza cosa è la mania degli “ismi” (protagonismi, carrierismi…): mi piace pensare ed operare sapendo che quando svolgo un compito all’interno della comunità lo faccio per servizio. Non vedo nessuna differenza tra il maestro delle cerimonie e la signora che ha provveduto a pulire la Cappella Sistina (probabilmente stipendio a parte). Vorrei che finissero per sempre gli isterismi di chi mette il proprio io davanti al proprio Dio.
La quarta cosa è la capacità di ascolto e di testimonianza. Mi sono imbattuta troppe volte in tante persone che sembrano la bontà fatta carne quando parlano e poi non sono che lupi travestiti da agnelli. Ascoltare è una capacità che la Chiesa ha perso da tempo; per quanto riguarda la testimonianza questa fa rima con coerenza, ma essere coerenti vuol dire vivere quello che si crede e non sempre è facile perchè spesso ti costringe a lottare contro la tua personalità.
La quinta ed ultima cosa è l’umiltà e questa nasce solo da un profondo rispetto di sè stessi. Quando ci si conosce bene, quando si è lavorato bene sul proprio io, sulla propria personalità, non si può che essere umili. Si arriva all’umiltà solo riconoscendo che siamo strumenti, che tutto ciò che siamo è dono di Dio, è opera sua: da soli non andiamo da nessuna parte.
Una curiosità che ho colto in questi giorni, e di cui voglio farti parte, è che il papa emerito Benedetto XVI ha lasciato il proprio servizio nella Chiesa per ritirarsi in preghiera, per continuare la sua testimonianza lontano dalle luci dei riflettori ma riempiendo la sua vita della vicinanza con Dio. Tu, all’inizio del pontificato, hai chiesto la preghiera per te, per tutti noi. Ecco, la Chiesa che vorrei è tutta qui: nella semplicità di un dono reciproco di Amore.
Portaci tu su questa strada!

Contrassegnato da tag , , , , , , , ,
Berlicche

IL CIELO VISTO DAL BASSO

Io Amo Castiglione Olona

la distanza tra Gerusalemme ed Emmaus

La Bottega del Vasaio

a cura di don Cristiano Mauri

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: