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Con voi

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E’ vero: generalmente sul mio blog parlo di altro. Ma così come ho una fede spirituale e parlo di argomenti ad essa attinenti, ho una fede musicale ed oggi disserto su questa.
Così come amo il papa (inteso come tutte le figure che si sono succedute in questo ruolo), amo Claudio.
Ed allora, dato che sono uscite nuove canzoni ed il nuovo CD, mi permetto qualche piccola osservazione in merito:
1 – di questo progetto “Con voi” ci ho capito ben poco;
2 – mi sono scaricata da iTunes tutti i brani singoli, man mano che uscivano, pagandoli €. 1,29 ciascuno (e adesso me li ritrovo tutti sul mio iPhone e finisce che non ho tempo di ascoltarli);
3 – poi cominciano a strombazzare l’uscita di un CD: ed un’amante-collezionista come me vuoi che non lo compri? Mica scaricandolo da iTunes, ma proprio il disco in policarbonato, quello che tocchi con mano (anche se so che non troverò il tempo di ascoltarlo se non quando sono in auto – ed io solitamente giro con lo scooter!); ha ragione Andrea che sostiene che non sono normale!
4 – rendono pubbliche le date di un tour autunnale che viene annullato perchè LUI è diventato afono (sembrano quasi le patetiche scuse che inventa ogni tanto il Vaticano…);
tunnel
5 – “il CD comprenderà un inedito”: così tanto inedito che ieri era scaricabile da iTunes;
6 – perdonatemi, ma la copertina di questo CD è orribile, non trovate? Possibile che tra le migliaia di fans, visto che tutto il decantato progetto punta sulla collaborazione, non ce ne fosse uno capace di regalarci qualcosa di meglio, magari anche a costo zero?

Ma come ogni fede, tutto questo non conta: la fede è sempre oltre!
Dopo 10 anni di attesa, posso chiamare la mia pazienza amore?

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Rispetto + coerenza = futuro

claudio
Milano, teatro degli Arcimboldi – 11 gennaio 2013
Un’ora ed un quarto per raggiungere un sogno, tra code interminabili di automobili e palazzi tutti uguali del quartiere Bicocca e l’indicazione del teatro a 200 m. dello stesso, praticamente quando ormai non serviva più.
Ma cos’è questo al confronto di quel che mi aspetta?
Efficienza tutta milanese al ritiro dei biglietti: zero coda. Freddo tutto milanese che avvolge l’attesa dell’apertura delle porte del teatro. Frenesia tutta milanese nel dirigere gli spettatori al proprio posto, compresa l’operazione “braccialetto al polso” di noi diretti sul palco.
Ma cos’è questo al confronto di quel che mi aspetta?
Da questo momento in poi ho perso i contatti con me stessa, l’attesa si è accorpata con l’avvenimento e l’avvenimento si è fuso con il tempo, anzi ha assunto un tempo eterno, un non-tempo, come una dimensione innaturale.
Potrei raccontarvi del concerto, della musica, delle sue canzoni, ma corro il rischio di scrivere cose che già avete letto o potete leggere sulla stampa, su internet, oppure sentito in radio, in tv; potrei esprimere pareri sulla scaletta della serata, sulla voce (divina), sul fatto che è figo (e lo è tanto, credetemi, soprattutto dopo averlo avuto al fianco mentre cantava “Signora Lia”, tutta una canzone con lui lì vicino… praticamente stavo su una nuvola!).
Ed invece scrivo che, soprattutto se siete nati negli anni ’50-’60, non dovete perdervi questo concerto perchè ha un fulcro che è la nostra vita, il nostro essere stati bambini e ragazzi in quegli anni, il racconto delle nostre giornate scandito da tutta una serie di valori che non c’è più. E non è nostalgia del passato ma consapevolezza di averli persi, è questo non-tempo nel quale Claudio ci accompagna e dal quale ci chiede di ripartire.
Noi che seguiamo Claudio sappiamo che lui ha ironia da vendere (e viene fuori tutta!) e che è una persona con una capacità straordinaria di trasmettere valori positivi, speranze, voglia di futuro, capacità di farti riflettere. Ma ieri sera mi ha piacevolmente esaltato quando ha richiamato due termini che, secondo lui (ed anche secondo me) non esistono più: “rispetto” e “coerenza”.
Ho atteso un concerto: ho trascorso oltre tre ore con Claudio e la sua “normale” umanità.

N.B. – Se vi avventurate nella visione del video, non faticate a girare lo schermo del PC: dopo 30 secondi ho girato io l’iPhone!

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Una notte nel salotto del “Clauditorium”

Card ingresso

Ebbene sì, il maledetto 2011 è finito! Mai avrei pensato di viverlo e chiuderlo in questo modo, nove mesi fa non avrei mai immaginato un regalo come questo, ma tant’è l’ho avuto ed oggi mi appresto a sintetizzarlo, a mettere nero su bianco l’adrenalina.
Beh, chi mi legge e mi conosce sa che oltre alla fede religiosa ho una fede molto laica ma anch’essa radicata e vissuta nel tempo. I concerti sono stati tanti dal 1985 ad oggi, ma trovarsi nel salotto di casa Baglioni nella notte dell’ultimo dell’anno credo sia proprio una sensazione unica! Sì, perchè non ho partecipato ad un concerto, ma sono stata accolta da un amico dentro la sua casa, la sua vita, sono stata avvolta dalle sue mani e dalla sua carica di semplicità, tenerezza, affetto, dalla sua voglia di raccontarsi ed insieme raccontare tutto questo tempo passato insieme così, come se fosse la cosa più normale di questa terra.
Ho vissuto emozioni che non riesco a raccontare perchè sono sopraffatta da un sentimento inesprimibile, che solo una mente come la sua riesce a trasportare nero su bianco. Oppure, come ha detto lui “ci si scopre vecchi quando si comincia a parlare troppo ed a raccontare il passato”. Direi quindi che è il caso di fermarsi.
Quest’uomo si può amare oppure odiare, è possibile che non vi piaccia la sua musica oppure che ne siate completamente affascinati: sicuramente se lassù si sta come nel salotto del Clauditorium, vi assicuro che vale la pena tentare di percorrerne la strada!
Buon anno Claudio e grazie papà!
Live rubato (con iphone)

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E son sessanta!


Ebbene sì, e sono sessanta: i secondi in un minuto, i minuti in un’ora e gli anni di un’esistenza da ricordare!
La molteplice e multicolore galleria di concerti che ho visto attraversa la mia mente in un attimo: Varese, Milano, Roma, Treviglio, Cernobbio, Cinecittà… per ognuno un ricordo, un’emozione, un brivido, un grazie!
Sembra ieri quando, aprendo il 33 giri di “Strada facendo” e mettendolo a girare sul piatto del giradischi, l’esclamazione che esce dal cuore è “ma questo è ancora lui?”. Passano 5 anni, sul piatto del giradischi ci finisce “Oltre” e l’esclamazione è “Questo è pazzo”… Per chi, come me, ha ricevuto la folgorazione nel 1972, questi dischi sono stati il cambio di rotta, ma non sono stati altro che la conferma che a quest’uomo voglio un mondo di bene!

concerto a Cinecittà


Come si fa a non dire grazie ad una persona che mi accompagna da sempre, ad uno che senti sempre con piacere come sentiresti il vecchio amico, quello che non vedi per anni e ti ci ritrovi come se non l’avessi mai lasciato, quello che ti martella nella mente sia quando i giorni sono allegri sia quando sono tristi, quello che può cambiare l’umore e l’amore di una giornata, di una vita, di un istante…?
E’ bello poter ringraziare Qualcuno per il dono di questa vita, di questa esistenza in particolare: è una vita comune a tante altre, non certo soprannaturale, ma è proprio questa capacità di contagiare con la musica, di incantare con una nota, di far riflettere con un testo, che la rende particolare e degna di essere vissuta.
Nella classifica dei miei amori sta al secondo posto, battuto solamente da un Amore soprannaturale!
Auguri Cla e grazie per tutto!

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Berlicche

IL CIELO VISTO DAL BASSO

Io Amo Castiglione Olona

la distanza tra Gerusalemme ed Emmaus

La Bottega del Vasaio

a cura di don Cristiano Mauri

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