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Lumen fidei

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Che sia stata scritta a due o quattro mani, poco importa. E’ un documento che fa parte del Magistero papale e quindi è comunque importante e significativo. La luce della fede è quella che ci avvolge guardando questo tabernacolo e che ci permette di pregare con queste due grandi figure odierne.
testo enciclica LUMEN FIDEI

Qui è disponibile una versione digitale consultabile anche da dispositivi mobili.

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I due pezzi mancanti

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Questa è l’immagine “ufficiale” dell’ultimo incontro tra il card. Martini e papa Benedetto XVI, sabato 2 giugno dello scorso anno, in Arcivescovado a Milano.
Entrambi oggi ci mancano: uno da ormai 6 mesi, l’altro solo da poche ore!
Due grandi figure della Chiesa contemporanea. Ad uno devo la bellezza della fede, all’altro il grande insegnamento dell’umiltà. Con uno sono cresciuta, l’altro “me lo sono ritrovata tra i piedi” il 19 aprile 2005, quando, anche solo per un attimo, ho sperato che la fumata bianca fosse proprio per il “mio cardinale”, pur sapendo la cosa abbastanza improbabile dato il morbo che ormai lo affliggeva.
Uno è forse un papa mancato, l’altro il papa che ha abdicato. Due persone riservate, in qualche modo timidi entrambi, quasi consapevoli della gravità del ruolo di cui sono stati investiti. Titubanti nell’accettare, ma poi incamminati sui sentieri di Chi, più grande di loro, ha guidato la loro storia (e la nostra per il periodo in cui li abbiamo affiancati).
Mancano le loro intelligenze profonde, manca la loro capacità profetica di vedere oltre, manca la scomodità della parola che non è mai stata la loro, ma Verbo eterno testimoniato dai tetti sui quali si sono trovati a vivere!
Sono veramente le lampade che illuminano tutta la Chiesa; non sono due pezzi mancanti, ma come due pietre che, nascoste nelle fondamenta, reggono tutto l’edificio!

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Prima di formarti nel grembo materno… (Ger 1,5)

Papa-Benedetto-XVI
Parto da qui, dall’ultimo pensiero che mi ha attraversato la mente, per mettere nero su bianco le mie sensazioni circa le dimissioni del Santo Padre. Non lo faccio perchè è la moda del momento, ma solo per andare a rileggerle tra qualche tempo, quando tutto sarà nuovo e si potrà fare tesoro anche di questa esperienza.
Non sono nessuno per dire qualcosa, anzi magari dirò pure cretinate. Però non posso impedire al mio cervello di elaborare le notizie, non posso frenare la mia sensibilità e far diventare passione quello che la mente trasmette al cuore.
Inutile sottolineare la sorpresa, che è generale tra i cristiani e non, per questo gesto certo inatteso, inusuale e sovversivo. La mia prima reazione è stata quella di andare a cercare conferme in internet, strumento che avevo a disposizione al momento.
Passato questo primo momento, mi è tornato in mente Habemus Papam, film di Nanni Moretti che ho avuto modo di vedere al cineforum, con relativo dibattito. Mi ha colpito la figura di questo attore che interpretava il Papa perchè mi ha fatto riflettere proprio sul lato umano della persona, di una persona, certo preparata e dotata di molte qualità non comuni, ma comunque uomo, uomo come tutti noi, che si ritrova, all’improvviso, a capo di una schiera di cristiani, messaggero e testimone di un annuncio plurisecolare, icona di una figura che ha cambiato per sempre la storia. Ed i suoi dubbi, umani, umanissimi, che possono essere i miei, che lo attanagliano. Quest’uomo che poteva essere mio padre e che avrei abbracciato se non altro per consolarlo di queste sue fragilità di fronte ad un compito che avvertiva più grande di lui.
Poi comincio a leggere le notizie di stampa in maniera più approfondita: e qui mi sembra di stare al mercato del pesce, dove tutti urlano per attirare i clienti. Molta informazione è davvero solo sensazionalista (una su tutte la giornalista che chiede se a Benedetto XVI, quando morirà, verranno comunque celebrate le esequie solenni… e mi domando: uno studia anni per fare questa domanda?). Qualche buon commento c’è e, non per lodare chi è cristiano, sono commenti di persone che conoscono il cristianesimo, se non altro parlano non per offrire la merce migliore o per sentito dire, ma con cognizione di causa, chi in maniera più arguta e simpatica, chi altro con maggior canonicità (potrei fare una rassegna stampa, ma sicuramente voi che leggete siete più bravi di me ed avete già approfondito!).
Alla fine elaboro un mio pensiero, un qualcosa che si avvicina alla mia sensibilità ed alla mia poca fede. Benedetto XVI ha ammesso di non farcela, molto umilmente ed in maniera che va al di là della normale intelligenza: ha agito con pragmatismo. Ha capito che alla Chiesa ed ai cristiani, oggi come sempre, è chiesto di stare al passo con i tempi mantenendo inalterato il cuore del messaggio e la propria unicità. E questi tempi sono troppo frenetici per la sua persona di 85 (quasi 86) anni. Ha dato una bella scossa a tutti noi che, abituati all’abbiamosemprefattocosì forse non capiamo fino in fondo la portata di questo gesto e, come fanno i discepoli in diverse pagine evangeliche, ci domandiamo cosa stia combinando il Maestro, smarriti su ciò che la nostra mente non comprende e lontani da quello che lo Spirito ci suggerisce. Ma abbiamo provato a pensare al suo tormento interiore? Ci siamo chiesti quanta libertà spirituale chiede questa scelta?
E, per finire, ecco la citazione di Geremia che mi passa per la mente. Nel capitolo 1 del libro di Geremia la citazione è inserita nel dialogo tra Geremia ed il Signore che si sviluppa nell’ottica della vocazione del profeta: Geremia, pur sentendosi inadatto al suo ruolo, riceve forza dal Signore per intraprenderlo.
Benedetto XVI, prima di essere formato nel grembo materno, è stato consacrato da Dio e mandato a svolgere il suo compito sulla terra, così come succede ad ogni uomo ed è successo a me. Questo suo gesto, grazie al quale niente sarà più come prima, oggi mi pone davanti ad alcune domande: posso dire di essere all’altezza del mio compito di cristiana? Oppure mi riesce difficile fare un gesto in controtendenza rispetto all’abbiamosemprefattocosì? Faccio parte della schiera di credenti che eleggono come patrono S. Tommaso d’Aquino, “patrono di chi non molla il cadreghino” (da-qui-no)?
Signore, dammi la grazia di capire perchè mi hai voluto. Concedi la tua vicinanza al Santo Padre ed alla Chiesa e soffia il tuo Spirito sui Cardinali che saranno impegnati nel Conclave futuro.

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Berlicche

IL CIELO VISTO DAL BASSO

Io Amo Castiglione Olona

la distanza tra Gerusalemme ed Emmaus

La Bottega del Vasaio

a cura di don Cristiano Mauri

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