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Il Cardinal Martini, un anno dopo

Il 31 agosto dello scorso anno il Cardinal Martini tornava al Padre.
Ad un anno di distanza ho pensato di raccogliere gli interventi che compaiono sui vari organi di comunicazione in questi giorni ed ho predisposto una pagina dove è possibile consultarli senza dover passare da sito a sito. Ovviamente è una pagina in evoluzione e passibile di aggiornamenti: per chi fosse interessato la trovate qui.

In data 28 agosto ho fatto un primo aggiornamento che comprende l’anteprima del docu-film di Salvatore Nocita che uscirà in questi giorni allegato a Famiglia Cristiana.

In data 29 agosto altri interessanti contributi in aggiornamento alla pagina. Cliccando qui è possibile visualizzare la pagina già aggiornata.

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Andiamo a Milano dal Cardinale

Un frastuono di voci e la gioia della giovinezza. Un pullman che aspetta e qualcuno che è sempre in ritardo. Il don che fa l’appello e la suora che viene con noi. Tutti su, si parte e si va dal Cardinale.
Milano, Piazza Castello: tutti giù e via, zainetto in spalla, via Dante, via Orefici ed ecco il Duomo davanti a noi. Arrivi al sagrato e comincia la calca: ti accodi con pazienza, scavalchi qualcuno per guadagnare posizioni, strattoni a destra e sinistra, e finalmente sei dentro! E comincia l’affannosa ricerca di un posto per tutto il gruppo e siccome non lo si trova, ecco che il gruppo si sfalda (a volte succede già prima, all’ingresso del portone, che già ci troviamo divisi).
Per arrivare dal Cardinale questo è il normale “rito”, a cui, peraltro, ci si sottopone volentieri: sentire la voce, la sua voce, che ti avvolge, non ha prezzo!
Sentire le sue parole che scovano un’immagine biblica nascosta chissà dove, oppure risentire un passo già trito e ritrito per le orecchie che diventa improvvisamente nuovo, che assume una nuova forma, un nuovo colore, che diventa musica che dalle orecchie arriva al cuore, non ha prezzo!
E sei lì accartocciato (impossibile definirsi seduto, inpossibile definirsi in piedi) su 3 cm. del bordo di una colonna del duomo, col freddo che ti entra nelle ossa, ma sei lì e per niente al mondo stai a casa.
Niente vale il calore di quella voce e di quelle parole!
Ripensavo a tutto questo l’altra sera mentre pregavo in Duomo davanti alla salma di padre Carlo Maria Martini (impossibile per me definirlo così: lui è semplicemente il Cardinale), mentre davanti ai miei occhi passava un fiume di persone, mentre ero seduta – stavolta sì, seduta – sotto una colonna e riaffioravano i ricordi e cercavo di trovare il motivo di tanto amore per una persona, una grande persona, che è stato il fuoco della mia giovane fede e la radice della mia fede adulta. Per dirla con la musica di una delle mie passioni mondane “il mio gancio in mezzo al cielo”.
Ci siamo amati ed oggi piango la sua assenza terrena. Sono orfana delle sue parole, ma sono parte della sua eredità.
Ringrazio il Signore per il grande dono che ci ha fatto donandocelo come pastore.
Cardinale, faccia buon viaggio nell’eternità e non si dimentichi di aiutarmi a rinnovare ogni giorno il dono di una parola carica di senso, che taglia ed avvolge, e ti spinge sempre oltre, più in là, fino a scomodarti dentro.
Pro veritate adversa diligere.

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