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Il segreto

Quel che occorre per raggiungere la felicità non è una vita comoda, ma un cuore innamorato.
(Josemaria Escriva’)
UN_CUORE_PER_SAN_VALENTINO

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Tra zucchine e ninfee

il dono di oggi

Oggi il buon Dio ha premiato i miei sforzi di coltivazione: dal mio orto ho potuto raccogliere la prima zucchina (che allego in foto per i “non credenti”) immediatamente regalata ad Irene, come promesso, e questa sera, a cena, ho gustato una buona insalata.
Come ho scritto qualche post fa, è una bella gioia poter dire grazie a Qualcuno perchè ha premiato con un’ottima riuscita un lavoro da assoluta principiante… e siamo solo al 14 maggio… Quindi le aspettative sono rosee!

Le nostre comunità cristiane possono assomigliare o a un giardino di narcisi (gli eletti che si compiacciono della propria appartenenza selettiva) o a un prato di margherite (dove brilla il sorriso della condivisione fraterna) o a una vasca delle ninfee che galleggiano nell’acqua e affondano le radici nell’humus: quella fede nel mistero di Dio che, come l’acqua, irrora e placa le nostre turbolenze e sorregge il nostro affiorare come testimoni alla luce del sole, dentro l’evolvere delle stagioni della vita o dei segni dei tempi, che incessantemente provocano la pastorale a riscoprire una “bellezza antica e sempre nuova”. (don Agostino Cantoni).

Quando ho acceso il mac stasera mi sono trovata a leggere queste parole di don Agostino Cantoni. C’è un nesso logico tra questi due testi? Se sì, quale?
Leggendo il testo di don Agostino mi è venuto da pensare che le nostre comunità cristiane sono poca cosa se non sono alimentate dal nostro impegno e dal nostro lavoro, ma soprattutto se non sono affidate alle sapienti mani di Dio. Come giustamente sottolineato, è la fede nel mistero di Dio che tiene a galla il nostro lavoro, che ci rende un bel fiore galleggiante nel mare del mondo di oggi.
Se io non semino la zucchina e se non la curo, questa non può crescere. E devo lasciarla crescere pur in mezzo alle erbacce, con il rischio che queste la soffochino: quello è il suo mondo; a me spetta averne cura ed affidarla alle mani del Creatore per poter poi godere del dono.
Se io non vivo la mia fede cristiana in ogni incontro che la vita mi offre, se non regalo agli altri il mio essere, la mia testimonianza, non posso crescere. Anche se la gente che mi circonda non ha il dono della fede, anche se non vive una vita cristiana, Dio mi chiede di amare loro. Non mi chiede di vivere in un mondo perfetto: mi chiede di affidarmi alle sue mani di Padre per poter essere dono agli altri.

Da lunedì dovrò studiare dove posso sistemare un laghetto e riempierlo di ninfee…

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Berlicche

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a cura di don Cristiano Mauri

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