Archivi tag: impegno

Prima corinzi tredici

Il seguente post è uno “pseudoepigrafo paolino”; mi scuserà l’autore… del quale tento di essere indegna imitatrice!
Qui trovate il molto più significativo originale.


Anche se io frequentassi la mia parrocchia armata di tante buone intenzioni,
anche se ad essa dedicassi tutto il mio tempo e le mie forze
e fossi presente ad ogni appuntamento,
anche se sentissi la mia presenza come necessaria
e possedessi competenze tali da poter aiutare la mia comunità
a camminare tra le vicende del mondo,
ma non avessi la sapienza per capire
se quello che sto facendo serve solo a me
o è utile per il bene comune,
se non avessi l’umiltà di conoscere
quando è il caso di farmi da parte,
sarei un ostacolo per la mia comunità,
camminerei senza essere in grado di indicare la strada
percorrerei una via che non porta alla gioia
ma alla disgregazione.

La sapienza è dono dello Spirito
e si acquista con la passione per l’uomo e per la Parola:
non si compra, non si vende, ma si acquisisce
spendendo la propria vita,
non con le parole ma con l’impegno,
non con le buone intenzioni ma con il rimboccarsi le maniche,
coerenti in tutto, tra parole ed opere.
Adesso viviamo un periodo confuso,
non abbiamo nè modo
nè tempo per incontrarci,
nè cerchiamo una soluzione,
non affrontiamo nessuna fatica
e ognuno pensa di fare il giusto.

Una sola cosa è importante:
profumiamo troppo di incenso,
abbiamo le scarpe pulite, i vestiti in ordine,
un aspetto troppo ordinato ed un cuore impolverato;
talvolta amiamo i nostri fratelli
con un amore che è falso ed egoista.
Dobbiamo amare come Lui, cioè Lui deve amare in noi.

Contrassegnato da tag , , ,

Pro veritate adversa diligere

Ed eccomi qui a partire con una nuova esperienza!
Innanzitutto voglio dire che questo post non è un proclama, una presentazione autoreferenziale, nemmeno una botta di orgoglio o la presunzione di essere chissà chi, ma una “specie” di riflessione personale che mi permetto di scrivere qui giusto per non dimenticarla mai ed andarla a riprendere tutte le volte che sarà necessario, da chiunque.
Dunque pare che, per la prima volta nella mia vita cristiana, debba partecipare al Consiglio Pastorale Parrocchiale della mia parrocchia “storica”: mi è stato recapitato il foglio da compilare per l’accettazione della nomina che fa seguito all’elenco dei votati esposto sulla bacheca in fondo alla Chiesa nella scorsa settimana, cui ha fatto seguito qualche complimento sparso (e gradito) e qualche riflessione personale che rimane custodita nel mio cuore, in quel pezzetto di sè stessi che vedono solo Lassù.
Devo riconoscere che il desiderio di collaborare in qualcosa, dopo tanti anni, si era fatto presente e si è potuto realizzare grazie alle diverse persone che mi conoscono, leggono, che hanno pensato di fidarsi di me. La riflessione, quindi, nasce proprio da un grazie sincero a dalla sottoscrizione di un impegno che voglio far conoscere a quanta più gente posso, con umiltà, sincerità e chiarezza: vado a far parte di questo organismo SOLO per tutti voi, perchè voglio che la mia parrocchia cresca grazie ai tanti laici che la frequentano e per lei spendono tempo, energie, passioni e, non ultimo, denaro. Io sono la vostra voce e quindi vi invito a contattarmi ogni volta che ne sentite la necessità e che avete qualcosa da riferire, proporre, chiarire…
Ripeto, non è presunzione, non è un programma “politico”: è la voglia di coinvolgere quanta più gente possibile come PROTAGONISTI del cammino di fede che si percorre tutti insieme!
Da parte mia mi sento solo di promettere trasparenza e disponibilità. Davvero, e di cuore, mi auguro di poter essere una buona testimone in mezzo a questi tempi complicati e burrascosi. A voi chiedo di accompagnarmi con la preghiera, l’affetto e l’amicizia. Al Signore chiedo la capacità di scalzarmi ed entrare negli altri con rispetto, delicatezza, attenzione e prudenza.

Contrassegnato da tag , , ,

Tra zucchine e ninfee

il dono di oggi

Oggi il buon Dio ha premiato i miei sforzi di coltivazione: dal mio orto ho potuto raccogliere la prima zucchina (che allego in foto per i “non credenti”) immediatamente regalata ad Irene, come promesso, e questa sera, a cena, ho gustato una buona insalata.
Come ho scritto qualche post fa, è una bella gioia poter dire grazie a Qualcuno perchè ha premiato con un’ottima riuscita un lavoro da assoluta principiante… e siamo solo al 14 maggio… Quindi le aspettative sono rosee!

Le nostre comunità cristiane possono assomigliare o a un giardino di narcisi (gli eletti che si compiacciono della propria appartenenza selettiva) o a un prato di margherite (dove brilla il sorriso della condivisione fraterna) o a una vasca delle ninfee che galleggiano nell’acqua e affondano le radici nell’humus: quella fede nel mistero di Dio che, come l’acqua, irrora e placa le nostre turbolenze e sorregge il nostro affiorare come testimoni alla luce del sole, dentro l’evolvere delle stagioni della vita o dei segni dei tempi, che incessantemente provocano la pastorale a riscoprire una “bellezza antica e sempre nuova”. (don Agostino Cantoni).

Quando ho acceso il mac stasera mi sono trovata a leggere queste parole di don Agostino Cantoni. C’è un nesso logico tra questi due testi? Se sì, quale?
Leggendo il testo di don Agostino mi è venuto da pensare che le nostre comunità cristiane sono poca cosa se non sono alimentate dal nostro impegno e dal nostro lavoro, ma soprattutto se non sono affidate alle sapienti mani di Dio. Come giustamente sottolineato, è la fede nel mistero di Dio che tiene a galla il nostro lavoro, che ci rende un bel fiore galleggiante nel mare del mondo di oggi.
Se io non semino la zucchina e se non la curo, questa non può crescere. E devo lasciarla crescere pur in mezzo alle erbacce, con il rischio che queste la soffochino: quello è il suo mondo; a me spetta averne cura ed affidarla alle mani del Creatore per poter poi godere del dono.
Se io non vivo la mia fede cristiana in ogni incontro che la vita mi offre, se non regalo agli altri il mio essere, la mia testimonianza, non posso crescere. Anche se la gente che mi circonda non ha il dono della fede, anche se non vive una vita cristiana, Dio mi chiede di amare loro. Non mi chiede di vivere in un mondo perfetto: mi chiede di affidarmi alle sue mani di Padre per poter essere dono agli altri.

Da lunedì dovrò studiare dove posso sistemare un laghetto e riempierlo di ninfee…

Contrassegnato da tag , , ,

Insegnaci a contare i nostri giorni…

Logo Oratorio Feriale 2011

Questa espressione, citazione del salmo 90, si riaggancia un po’ al mio articolo precedente sulla differenza e sul valore del tempo.
Che combinazione! Giusto a questo pensavo in attesa di assistere, questa mattina, alla presentazione dell’Oratorio Feriale per la diocesi milanese. Giusto a questo si è ricollegato don Severino Pagani quando ha messo “i puntini sulle i” questa mattina precisando che lo slogan “Battibaleno” fa sì pensare ad un tempo breve, di più… fulmineo, e quindi che si è voluto, nel progettare l’intero lavoro, badare non tanto alla quantità ma alla qualità del tempo che avvolge il nostro quotidiano.
Il salmo 90, infatti, prosegue con “…e giungeremo alla sapienza del cuore”, quindi il nostro cuore abiterà un tempo qualitativamente buono, ricco, sapiente!
Quest’anno mi è molto piaciuta la novità del sito dedicato all’evento che praticamente funge da supporto per lo scaricamento dei materiali. Anche questo mi ha fatto pensare che la diocesi milanese (solitamente piuttosto restìa a forme di condivisione) stia allineandosi sulle ultime linee della Chiesa. Siamo finalmente arrivati a riconoscere l’utilità degli strumenti virtuali in nostro possesso, a riconoscere che la comunicazione oggi passa attraverso queste forme che i ragazzi “nativi digitali” prediligono e che possiedono in maniera completa.
Ovviamente ora si deve pensare a rimboccarsi le maniche, a oliare le rotelline del cervello, ad orientare mente e cuore verso la preghiera ed il servizio, verso “l’ora et labora” di benedettina derivazione.

Due note a margine, che non so come interpretare, che mi lasciano più di un motivo di confronto e riflessione:
1 – la presentazione era riservata ai responsabili dell’O.F. Mi guardo intorno e vedo molta gente dagli “anta” in sù oltre ad un buon numero di ventenni o giù di lì. Quando il ragazzo che ha spiegato la questione del sito dedicato ha detto “ve lo daremo come fosse una scatola vuota e lo riempiremo man mano, per evitare che si proceda a scaricare tutto in un colpo solo e poi non lo si guarda più. L’ideale sarebbe incaricare un ragazzo che quotidianamente si dedichi a questo servizio”, in platea c’è stato un boato assordante. Come interpretarlo? E’ da intendersi negativamente (perchè gli “anta” pensano ad una scelta non azzeccata) o positivamente (perchè i giovani la considerano una buona idea)?
2 – dov’erano le persone che nella mia parrocchia dedicano il loro tempo all’oratorio feriale? Parlo degli adulti, ovviamente, delle stesse persone che poi, quando i ragazzi tirano fuori un’idea, la bocciano a priori perchè pensano che l’oratorio sia diviso in settori e che i ragazzi devono pensare solo al gioco e non devono essere educati a prendersi anche altre responsabilità. Queste stesse persone considerano l’O.F. come una buona palestra educativa per acquisire lo spirito di servizio giusto, o pensano che gli animatori non cambieranno mai e non sono creta da modellare, da educare, da valorizzare, da cui ricavare un capolavoro? Li vogliono qualitativamente buoni (e la qualità si raggiunge solo attraverso diversi tentativi) o quantitativamente tanti (così più sono e meno ragazzi ha ciascuno da curare)?

Se ci siete, commentate, grazie! Mi piacerebbe molto un confronto.

Contrassegnato da tag , , , , ,
Berlicche

IL CIELO VISTO DAL BASSO

Io Amo Castiglione Olona

la distanza tra Gerusalemme ed Emmaus

La Bottega del Vasaio

a cura di don Cristiano Mauri

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: