Archivi tag: natale

Dai commenti ai Vangeli di padre Ermes Ronchi – Natale del Signore

imagesca5nfcs4

Betlemme una nuvola di canto avvolge i pastori: Pace in terra agli uomini che Dio ama. È un augurio che arriva fino a noi e che anche noi vogliamo accogliere.

Buon Natale a voi che avete ancora paura di Dio e lo temete come un giudice inappellabile. Egli invece viene come un bambino. Un bambino non giudica e non condanna; un bambino non può far paura, fa leva sull’amore, vive perché è amato; lo puoi rifiutare ma lui non ti rifiuterà mai.

Buon Natale a voi che avete abbandonato Dio e dite di aver perso la fede in lui. Anche se tu lo perdi, lui, Dio, non ti perde. Lui, Dio, non ha perso la fiducia in te, non è finita la sua speranza. Per questo nasce uomo, perché ha fede in ogni uomo e in tutta la nostra storia di santi e peccatori.

Buon Natale a tutti quelli che vivono in situazioni irregolari, dopo le ferite di amori finiti o lacerati. Voi siete come i pastori di Betlemme: considerati ai margini, fuori dalle regole, impuri, perché mangiavano senza lavarsi le mani, perché non andavano mai alla sinagoga, sempre dietro ai loro greggi. Ebbene proprio voi siete i primi a ricevere la bella notizia dagli angeli, perché davanti a Dio non vale la legge, ma l’uomo; contano la carne e il cuore dell’uomo, non il ruolo o le regole, non l’etichetta religiosa. L’uomo guarda le apparenze, ma Dio guarda il cuore: guarda i piccoli, l’umiltà della sua serva, i pastori nella notte. È la forza dirompente del Natale, che dirotta l’attenzione non sul grande, sul colto, sul famoso, ma su chi è lontano dai riflettori, sul piccolo, su un bambino, su chi non ha nessun altro titolo che quello di essere uomo. E questo basta. Basta essere uomo. Non occorre altro, dal giorno in cui Dio ha messo la sua gloria in un bambino. Buon Natale a voi che siete semplicemente umani.

Buon Natale a voi che vi sentite affaticati dai lati oscuri della vita, incapaci di capire il senso di tanta fatica, di tanta sofferenza.

Buon Natale a voi che avete sofferto troppo. Questo bambino può darvi un po’ di luce, perché viene come la luce vera che illumina ogni uomo. Ogni uomo! E nessuno è perduto, nessuno è fuori dal raggio di questa luce.

Buon Natale anche a voi che avete perso il gusto di vivere perché niente più vi soddisfa, neanche il benessere o il prestigio sociale. Questo bambino può restituire il sapore alla vita, egli porta ciò che vi manca: la bellezza, il gusto di sentirsi amati e di poter amare.

Buon Natale perché Dio è con voi, non siete soli, non lo sarete mai!

Annunci
Contrassegnato da tag ,

Presepe o non presepe, questo è il problema?

30524
Se sia giusto farlo o meno.
Se sia offensivo della libertà altrui o meno.

In questi giorni torna alla ribalta il problema del presepe. Ormai da qualche anno ci perseguita durante l’Avvento questo dilemma: mi sembra un po’ come le notizie sul tempo, strombazzate dai vari media a seconda delle stagioni (consigli per difendersi dal caldo… attenzione all’ondata di gelo artico… ecc..). Trombe, tromboni, grancasse, presidi, insegnanti, sacerdoti e chi più ne ha più ne metta, tutto contribuisce a creare anche delle gran bufale che girano viralmente su internet. Si condivide senza nemmeno guardare se la notizia è vera: l’importante è che avvalori la mia tesi e si riempia di pollici alzati come indice di gradimento del piacere, e mi riempia di soddisfazione!

Condivido così una mia personale riflessione, metto nero su bianco per fare in modo che non dimentichi mai questo pensiero.
Il presepe non è nient’altro che la rappresentazione scenica di un fatto storico, avvenuto più di 2000 anni fa, un po’ come la battaglia di Legnano e il palio a Siena o la battaglia al vallo di Adriano (alla rievocazione della quale ha partecipato anche una persona del mio paese). E fin qui, non ci vedo niente di pericoloso, offensivo, ingiusto.
Che lo rende diverso è solo la fede. Per un cristiano il presepe ha un valore, per un non cristiano (ateo, agnostico, appartenente ad altra religione e così via) no. E cosa ci sia di offensivo in questo ancora devo riuscire a capirlo. Tra l’altro mi piacerebbe che qualcuno che ci trova qualcosa di negativo mi lasci un commento in modo da riuscire a capire. Per ora, con qualche persona che ha avuto la bontà di scambiare un parere, non sono riuscita a venirne a capo.
Se non per una specie di ritornello che mi sono sentita ripetere in più di una conversazione, e mi gira nella testa.
Ma chi sono i cristiani? Dove li trovo? Ma sono questi che conosco anch’io? Ma sono questi che si scorticano le ginocchia a furia di preghiere e poi escono e si sbrecciano la lingua con malignità assortite?
Mah… sta di fatto che ogni volta che leggo un articolo sul dilemma originario non riesco a fare a meno di pensare che il problema non è il presepe ma la mia testimonianza di cristiano. Che potrà anche arretrare di fronte a una rappresentazione scenica, ma che se arretra è perchè non è convinta.
E quindi non è come Gesù mi chiede di essere.
E quindi non sono un buon cristiano.
E quindi Dio di me se ne fa ben poco.
Non sono gli islamici a farmi paura, sono sempre più i cristiani ad essere superficiali e sempre meno accoglienti, per non dire esclusivi.
Cerchiamo di non confondere la misericordia con la mediocrità!

Contrassegnato da tag , ,
Berlicche

IL CIELO VISTO DAL BASSO

Io Amo Castiglione Olona

la distanza tra Gerusalemme ed Emmaus

La Bottega del Vasaio

a cura di don Cristiano Mauri

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: