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Presepe o non presepe, questo è il problema?

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Se sia giusto farlo o meno.
Se sia offensivo della libertà altrui o meno.

In questi giorni torna alla ribalta il problema del presepe. Ormai da qualche anno ci perseguita durante l’Avvento questo dilemma: mi sembra un po’ come le notizie sul tempo, strombazzate dai vari media a seconda delle stagioni (consigli per difendersi dal caldo… attenzione all’ondata di gelo artico… ecc..). Trombe, tromboni, grancasse, presidi, insegnanti, sacerdoti e chi più ne ha più ne metta, tutto contribuisce a creare anche delle gran bufale che girano viralmente su internet. Si condivide senza nemmeno guardare se la notizia è vera: l’importante è che avvalori la mia tesi e si riempia di pollici alzati come indice di gradimento del piacere, e mi riempia di soddisfazione!

Condivido così una mia personale riflessione, metto nero su bianco per fare in modo che non dimentichi mai questo pensiero.
Il presepe non è nient’altro che la rappresentazione scenica di un fatto storico, avvenuto più di 2000 anni fa, un po’ come la battaglia di Legnano e il palio a Siena o la battaglia al vallo di Adriano (alla rievocazione della quale ha partecipato anche una persona del mio paese). E fin qui, non ci vedo niente di pericoloso, offensivo, ingiusto.
Che lo rende diverso è solo la fede. Per un cristiano il presepe ha un valore, per un non cristiano (ateo, agnostico, appartenente ad altra religione e così via) no. E cosa ci sia di offensivo in questo ancora devo riuscire a capirlo. Tra l’altro mi piacerebbe che qualcuno che ci trova qualcosa di negativo mi lasci un commento in modo da riuscire a capire. Per ora, con qualche persona che ha avuto la bontà di scambiare un parere, non sono riuscita a venirne a capo.
Se non per una specie di ritornello che mi sono sentita ripetere in più di una conversazione, e mi gira nella testa.
Ma chi sono i cristiani? Dove li trovo? Ma sono questi che conosco anch’io? Ma sono questi che si scorticano le ginocchia a furia di preghiere e poi escono e si sbrecciano la lingua con malignità assortite?
Mah… sta di fatto che ogni volta che leggo un articolo sul dilemma originario non riesco a fare a meno di pensare che il problema non è il presepe ma la mia testimonianza di cristiano. Che potrà anche arretrare di fronte a una rappresentazione scenica, ma che se arretra è perchè non è convinta.
E quindi non è come Gesù mi chiede di essere.
E quindi non sono un buon cristiano.
E quindi Dio di me se ne fa ben poco.
Non sono gli islamici a farmi paura, sono sempre più i cristiani ad essere superficiali e sempre meno accoglienti, per non dire esclusivi.
Cerchiamo di non confondere la misericordia con la mediocrità!

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