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Il segreto

Quel che occorre per raggiungere la felicità non è una vita comoda, ma un cuore innamorato.
(Josemaria Escriva’)
UN_CUORE_PER_SAN_VALENTINO

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Perchè lo fai?

primo p(72)
Parto da qui, da questo post che ho letto due giorni fa sul blog “VinoNuovo” che è un “luogo” virtuale dove si affrontano discussioni su tematiche ecclesiali.
Personalmente ritengo che il post sia molto illuminante e ci ho pensato su due giorni, a volte da sola, a volte in buona Compagnia.
Intanto mi sono detta che certi problemi non toccano solo me (e non è una bella cosa dire “mal comune, mezzo gaudio”!). Pare che ci siano parecchie porte da aprire e molte pecore da portare al pascolo fuori, a prendere aria, ad assaporare il gusto dell’erba nuova, dei prati, l’azzurro del cielo, il calore del sole!
E pensare che la leggerezza del cuore comincia proprio dal sapere guardare con occhi limpidi! Perchè pare proprio che, come dice il salmo 8, siamo ben poca cosa se alziamo gli occhi al cielo o sappiamo guardarci intorno…
E qui mi è venuto da pensare a papa Francesco ed al suo continuo richiamo ad uscire, ad andare incontro all’uomo, alle periferie non solo geografiche, ma soprattutto a quelle dei cuori, a cercare quel punto dove ancora dolorano ferite e cicatrici.

Poi trovo straordinario questo paragrafo in cui c’è la sottolineatura dell’autoreferenzialità, “il mondo gira tutto intorno a me”! Due frasi su tutte, che basterebbero da sole a farci trascorrere notti insonni:
1 – “Conto solo io. Nel mio recinto dorato dove io faccio tutte le cose migliori del mondo. Le faccio da sempre e nessuno è mai venuto ad obiettarmi qualcosa in merito. Magari lo pensano tutti… ma nessuno è mai venuto a dirmelo”.
2 – “Dovrebbe abitare la schiettezza in una comunità parrocchiale ed invece spessissimo non si dice nulla”
Pensate pure che ogni riferimento sia puramente casuale… ops… casualmente voluto!
Io, di fronte a queste due frasi, ho:
1 – ringraziato il Signore per la pedata nel culo che mi ha spinto ad incamminarmi ed a cercarLo in altri luoghi, in altre persone. Non mi è stato detto, ma mi è stato fatto capire chiaramente che c’erano cose da obiettare sul mio comportamento. Ho incassato, accettato, vissuto, ed oggi dico un grazie grosso così!
2 – Si dovrebbe essere schietti, sì. Peccato che spesso la schiettezza è vista come saccenza, come un disturbo, come a dire “ma cosa vuole questa qui che non la si vede mai?”. Peccato essere così “stolti e tardi di cuore” da non riuscire a capire che la schiettezza nasce dall’esperienza e dal confronto.

Ci vuol coraggio, sì. Molto coraggio! Ci vuol coraggio a mettere insieme i pezzi di un puzzle che il buon Dio si è divertito a creare. Forse, troppo spesso, ci dimentichiamo che nella scatola Lui ci ha messo anche quel che serve per ricomporlo: la base dove tutto poggia (che è lo Spirito creativo) e la colla che tiene unito (che è la testimonianza di Gesù). Forse, prima di lamentarci dei pezzi storti, di quelli senza colore, dei buchi che rimangono perchè un pezzo è introvabile, di quelli più grandi, forse dovremmo fidarci di più di chi sa vedere oltre, di chi ha in mente di arrivare al risultato, di chi lo vede già davanti, perchè sa sognare (papa Francesco docet!).

Per rispondere alla domanda di Francesca: “dove sta in tutto questo il Vangelo?” penso che ci stia bene, c’è. Mi pare un’ottima fotografia, a distanza di oltre 2000 anni, di quello che succedeva tra la gente di quel tempo: più o meno ci siamo.

Per rispondere alla domanda che dà il titolo al post: io dico, faccio, vivo per quest’uomo che sta in fotografia. E mi piace che lui sorrida davanti ai miei grandi peccati!

P.S. – per i lettori: non è colpa mia se scrivono certi post su VinoNuovo! E’ colpa mia il fatto di leggerli e rifletterci! Del resto penso che ognuno di noi legge (e cerca) ciò che ama!
Percorro la strada, qualsiasi strada, anche quella polverosa delle periferie, delle lontananze, del nuovo e dell’ignoto. Perchè quell’uomo, per me, non è solo una foto.

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Pentalogo

Copio da frate Ezio Battaglia un ottimo “pentalogo”: cinque regole da non dimenticare mai per diventare una persona migliore.

1° Potrai fare grandi cose, ma solo se permetterai a Dio di tenerti per mano. Permetterai così ad altri esseri umani di accedere ai molti doni che possiedi.
Sono sicura che Dio mi sta tenendo per mano. Presto i miei doni avranno libero accesso!

2° Di tanto in tanto sperimenterai una dolorosa “temperata”, attraversando vari problemi, ma ti servirà per diventare una persona più forte.
Benedette temperate! Le auguro a tutti: il segreto della forza è tutto qui. Posso avere un aiuto dal DNA, ma niente è bello come le temperate divine (difatti, chi non le ha mai beccate, è molliccio ed informe)!

3° Sarai capace di correggere e superare gli errori che potrai fare.
Anche gli errori sono un po’ come le temperate: più ne commetti, più ti danno forza. Io sono del parere che qualsiasi cosa, purchè non negativa, deve essere provata almeno una volta nella vita, anche a costo di sbagliare. Ci sono persone piene di certezze, che non sbagliano mai… salvo poi sbagliare l’approccio stesso della vita e dei rapporti con gli altri.

4° La parte più importante di te sarà sempre quella interna.
Riservata a pochissimi: non mi sono mai fatta distruggere dentro. Tutti mi conoscono in apparenza, o per sentito dire, o per pregiudizio: chi ha mai veramente scavato all’interno?

5° Su qualsiasi superficie camminerai, dovrai lasciare il tuo segno. Non importa quale sarà la situazione, dovrai continuare a servire Dio in tutto.
Questa non me la dimentico MAI! Instancabile annunciatrice e testimone (piena di sbagli, ma con la voglia di Amare questa vita come Lui mi ama)!

Sei fatto per fare grandi cose!
Purtroppo (per gli altri) ho tanti talenti. Sono inimitabile?

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Berlicche

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La Bottega del Vasaio

a cura di don Cristiano Mauri

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