Archivio mensile:febbraio 2012

S.S. 192

All’interno del cammino, sostavo beatamente immersa nella lettura.
Quando si dice che lo Spirito Santo fa danni… ed il bello è che non smette. Domenica 19 febbraio ne ha combinata una delle sue, servendosi pure di Maddalena e Mario (suoi complici, e qualcuno lassù!).

Ormai pare che non posso più stare tranquilla e quel momento non è più lo stesso, quel gesto non è più lo stesso.

Quando si dice essere pronti, a servizio, generosi, disponibili e ti ritrovi Lui tra le mani per porgerLo agli altri.
Non resta che fidarsi ed affidarsi!

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Sussurri e grida

Dedicato ai miei due lettori affezionati… entrambi lontani fisicamente ma ai quali devo sempre dire grazie!

Nell’ormai trapassato 16 gennaio faccio il mio debutto sulla scena del Consiglio Pastorale Parrocchiale, dotata di convocazione ed ordine del giorno. La serata trascorre tra conoscenza delle facce nuove, nomine di segretario, di rappresentanti all’interno di altre realtà parrocchiali, mezzi discorsi sull’Incontro Mondiale per le Famiglie del prossimo maggio-giugno a Milano, mezzi discorsi sulla Quaresima ancora discretamente lontana (a quella data…). Perchè mezzi discorsi? Perchè si scopre che l’incontro del CPP si svolge la sera prima di due appuntamenti chiarificatori e programmatici degli stessi argomenti. In pratica è impossibile decidere la sera prima qualcosa di pratico quando solo il giorno successivo si conosceranno alcune linee di condotta che vanno ad incidere sulle tematiche. A completamento di una serata di pura informazione teorica, la proposta della giornata (poi effettivamente svolta) dedicata alla Santa Rossello, fondatrice dell’Istituto delle Suore presenti a Marnate, nel bicentenario della nascita.
Ci si lascia con l’intesa di pubblicare il verbale dell’incontro perchè la comunità parrocchiale ne possa prendere visione e si fissano gli appuntamenti successivi (13 febbraio, 10 aprile e 11 giugno).

Facciamo un salto temporale e ci portiamo al 13 febbraio.
Secondo incontro per il quale non ricevo nè convocazione nè ordine del giorno: nei giorni precedenti la notizia viene data solo verbalmente dall’altare alla comunità. Attorno alle 20,00 ricevo un sms da un’altra persona componente del CPP che mi chiede a che ora ci si incontra… bella domanda… acc… boh… tu che dici… mah… quando e dove… sarà come l’altra volta… può essere… facciamo che è così, dai… tutt’al più arriviamo tardi… pazienza…
All’inizio dell’incontro chiedo se rientra nella normalità e nella prassi ordinaria il fatto di non ricevere alcuna comunicazione preventiva scritta e scopro che questa volta si tratta di un disguido… può succedere e succede.
Viene letto il verbale dell’incontro precedente che la persona incaricata alla segreteria ha molto diligentemente steso in tempi brevissimi ma che tuttora non ho la possibilità di portare alla vostra conoscenza… attendiamo che venga consegnato nella sua forma cartacea per l’esposizione al pubblico e nella forma multimediale per la pubblicazione sul sito parrocchiale (anche se a grandi linee ho riassunto nel paragrafo di apertura).
Fa seguito l’incontro vero e proprio sugli stessi temi dell’appuntamento precedente: si affrontano nuovamente gli argomenti riguardanti l’Incontro Mondiale per le Famiglie e la Quaresima.
Si prende atto delle poche novità concrete circa Milano 2012 (ancora in una fase di “biblica” programmazione e per il quale bisogna decidere un ROL – responsabile in Parrocchia dell’evento), si procede alla lettura degli appuntamenti quaresimali fissati dall’Unità Pastorale, dei quali ci si limita a prendere atto, si ratifica la proposta di vivere insieme in parrocchia le via crucis del Cardinale previste in collegamento con il Duomo ogni martedì di Quaresima (con la precisazione che uno di questi sarà vissuto “live” recandoci direttamente in Duomo), si colloquia circa la via crucis del Venerdì Santo.
Osservazione-proposta conclusiva riguardante i ragazzi: troviamo qualcosa di particolare per far vivere loro il Venerdì Santo? Magari un momento più vicino al loro linguaggio ed alla loro comprensione perchè possano avvertire la diversità di questo particolare giorno per noi cristiani. Discussione e mezza proposta pressochè accettata.
Dopo ampia discussione, alle 23,45, ci alziamo dalle sedie.

Premesso che ho scritto tutto quanto sopra per dovere di cronaca (che è il minimo che posso fare per tutti i miei fratelli parrocchiani che hanno diritto di conoscere ed ai quali ho promesso la massima trasparenza e disponibilità), passo ad una considerazione personale che preferisco rendere pubblica per un confronto, una condivisione, una riflessione, uno scambio di idee e pareri (per dirla con la Parola Matteo 10,27).
Mi ha fatto un enorme piacere poter incontrare e conoscere persone che vedevo solo di vista, salutavo giusto per cortesia, ma delle quali ora ho anche la possibilità di essere partecipe al loro pensiero, di scambiare un parere, di condividere un’ansia appassionata di servizio. Sono convinta che ciascuno possiede sicuramente un talento per l’utilità comune: pian piano lo Spirito ci darà la possibilità di scoprirli.
Purtroppo devo anche dire che io sono una persona concreta, che preferisce dar seguito ad una discussione accompagnata dallo Spirito con una decisione pratica, con l’assegnazione di ruoli e responsabilità, possibilmente senza tempistiche bibliche. Alla fine di ogni discussione mi piace tenere presente la regola del “chi – cosa – come” (chi fa, cosa fa, come lo fa). Devo dire che, per esperienza personale sia in campo lavorativo che di volontariato, la giudico una regola pressochè infallibile: crea la capacità di responsabilizzare/arsi, mette in moto la creatività e spinge all’ottimizzazione dei tempi.
Quello che personalmente penso sia mancato in questi appuntamenti è stata proprio la concretezza. Devo riconoscere che, in parte, questa mancanza è dovuta anche a fattori esterni (organizzativi a livello diocesano ad esempio); ciò però non mi sembra sufficiente… secondo me l’ideale è che, usciti dalla serata e tornati a casa, ognuno di noi abbia chiaro chi fa – cosa fa – come lo fa. Poi, se nel fare, coinvolge anche i non-membri del Consiglio direi che l’obiettivo è pienamente raggiunto: come giustamente faceva rimarcare una persona ieri sera “noi portiamo un messaggio”. L’importante è che possiamo gridarlo dai tetti, anche se ci è stato solo sussurrato nelle orecchie!

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