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Affetto ecclesiale vo’ cercando

Ribloggo qui l’articolo di Enzo Bianchi che appare sul n. 7 di Jesus, mensile dei “Periodici San Paolo”, che ha pubblicato Christian Albini sul suo blog.
Se cliccate sul link potete leggerlo.

Mi sembra molto interessante. O no? Enzo-Bianchi-vi-spiego-cos-e-oggi-il-Male-620x372

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E.G. – Eh Già, la rivoluzione

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Come vorrei aver scritto io questo articolo!!!! Lo trovo semplicemente grandioso!
Chiaramente io non sono capace di scrivere così bene e chiaro, ma davvero trovo che ogni parola potrebbe essere rivolta a me.
E così mi ha fatto nascere la voglia di mettere nero su bianco alcuni pensieri personali…

Ho letto l’esortazione per intero già qualche settimana fa e ci sto ancora riflettendo a livello personale, oltre a nutrire la speranza che venga proposta qualche occasione di approfondimento e di condivisione di gruppo. Sì, perchè la cosa che mi ha più colpito nell’intero testo è proprio questo linguaggio “rivoluzionario” rispetto alle consuetudini cristallizzate. Non è un testo breve, ma ti fa respirare e mi sono accorta che dentro ci sono tutti i suoi mesi di pontificato: il chinarsi a lavare i piedi la sera del Giovedì Santo, la prima uscita ufficiale a Lampedusa, la vicinanza alle lotte per il lavoro a Cagliari, l’elemosina ai poveri sotto il colonnato di S. Pietro. Insomma, una Chiesa libera (= uno stile di parrocchia al capolinea)!
Riporto qualche punto che mi ha colpito. Ad esempio, al 49, dice «Non voglio una Chiesa preoccupata di essere il centro e che finisce rinchiusa in un groviglio di ossessioni e procedimenti». Spesso lui accenna a questa realtà centralizzata che finisce per chiudersi, per togliere smalto e attrazione alla missione (= i sacramenti sono un obbligo).
Ci sono poi diversi richiami al modulare l’annuncio nel rispetto delle persone e delle culture che abbiamo davanti. L’invito è a pensare che l’annuncio del Vangelo non può essere un format già pronto, non è una catechesi standardizzata, ma deve essere continuamente rivisto, regolato, variato perchè possa essere trasmesso in un linguaggio comprensibile, non solo dal punto di vista linguistico, ma soprattutto dal punto di vista culturale ed umano. Per questo esorta in prima battuta i Vescovi, poi a scendere sacerdoti, religiosi, suore, laici, ciascuno ad analizzare la propria realtà per capire in qualche direzione far fiorire l’annuncio cristiano. Il richiamo ad avere una “sempre vigile capacità di studiare i segni dei tempi”» (51) (= un cristianesimo in cammino).
Inoltre ci sono diverse affermazioni che mi hanno fatto capire quanto sia importante il tono esortativo di questo scritto papale: «Non lasciamoci rubare l’entusiasmo missionario!» (80); «Non lasciamoci rubare la gioia dell’evangelizzazione!» (83); (101); «Non lasciamoci rubare la forza missionaria!» (109). Sembra quasi che il Papa abbia urgenza di trasmetterci il suo «sogno» della «trasformazione missionaria della Chiesa», che avverta il bisogno, l’urgenza. Soprattutto che ci invita a vincere la paura di farci sentire e di vivere da cristiani (= la necessità di una spinta profetica)!

Perchè tutto non resti solo una nuvola di parole (o di tag) c’è da fare la rivoluzione, rimboccarsi le maniche e confrontarsi, molto nel concreto. Altrimenti avremo perso molto più di un treno! Condividete?

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Tra Ratzinger e Bergoglio io metto Martini

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Giusto oggi è un anno. A volte sembra passato velocemente, a volte sembra essere stato eterno.
Ma giusto un anno fa anch’io, allibita come tutti, apprendevo la notizia da un post del mio amico Gabriele su facebook, poco prima di uscire dall’ufficio. E mi domandavo come mai Gabriele scriveva certe sciocchezze, che giorno fosse per tirare uno scherzo simile… Carnevale? Arrivata a casa per pranzo scopro tutte le varie edizioni straordinarie dei TG e quindi apprendo che la notizia è vera.
Lo scherzetto ce l’ha fatto Benedetto!
Consapevole di essere spettatrice di un evento di portata storica, comincio anch’io a supporre, a domandarmi, ad avvertire un senso di disorientamento perchè, diciamocelo, il Papa, per noi cristiani, è una figura “mitica”, eroica ed, in quanto tale, eterna. E Ratzinger ha il coraggio di dimettersi? Proprio lui, teologo raffinato? Certo, sulle sue spalle sono gravati molti pesi nei giorni del suo pontificato. Senza analizzare i perchè ed i per come (non ne sono all’altezza e nemmeno mi permetto), da semplice cristiana, oggi, un anno dopo, dico che se fossi a fianco di Benedetto lo abbraccerei. Soprattutto per la sua umiltà nel farsi da parte, riconoscendo i propri limiti umani, per amore della Chiesa (che siamo noi, mica i muri!). E per la decisione di vivere da monaco, in preghiera, per la Chiesa (che siamo noi, quindi prega per noi!).
Passano 30 giorni: attese, speranze, supposizioni, bla bla bla di giornalisti, pronostici, immagini di cardinali al conclave (qualcuno in bicicletta). E finalmente ‘sto gabbiano sul comignolo che fuma bianco! Un’attesa interminabile davanti alla tv e questo nuovo Papa che non arriva mai. E intanto, nella mente, passano le immagini del film “Habemus papam” di Nanni Moretti: e se si affaccia e rinuncia? Fantascienza? Anche le dimissioni… Come mai tarda così tanto?
Finalmente il video cambia ed ecco apparire tutto l’apparato che annuncia la nomina di Bergoglio che, affacciato alla loggia vaticana per la prima volta, sembra proprio di rivedere il viso dell’attore nel film. Ma…
Ma tutto cambia con “Fratelli e sorelle, buonasera!”, con la preghiera per il Papa emerito Benedetto XVI, con la preghiera silenziosa del popolo per il Papa (e la piazza tace!).
Sì, il cognome Bergoglio risuonava già dal Conclave del 2005, ma corrispondeva a quello di un emerito sconosciuto che abbiamo visto per la prima volta 8 anni dopo, vestito di bianco, ormai vescovo di Roma.
E quindi è una persona tutta da scoprire.
Oggi, un anno dopo, anche qui senza fare analisi da esperta perchè non lo sono, dico che abbiamo veramente una grande guida, un uomo coraggioso, con le idee chiare, che non esita a richiamare, a rivoluzionare, a dare impronte diverse a tante situazioni cristallizzate. Forse è uno dei pochi che non conosce la frase “Abbiamo sempre fatto così!” che è la morte di ogni tentativo di rinnovamento, in ogni campo e spesso proprio nella chiesa, quella quotidiana (che siamo noi, mica i muri!).
Sicuramente è un uomo di preghiera e questo lo si vede, lo si sente, lo si percepisce.

Ho voluto fermarmi a ripensare a questi avvenimenti perchè sono comunque tappe importanti di ogni cristiano. Ma più ci penso, più mi tornano in mente, più ci vedo un’impronta sotto.
Io continuo a vederci Martini. Questo sant’uomo non è andato in cielo il 31 agosto 2012 giusto perchè non sapeva cosa fare di meglio. Aveva un compito ben preciso e, arrivato lassù, avrà rotto le scatole talmente tanto da riuscire a parlare con la Trinità al completo.
Prima di andarsene da questa terra aveva affermato che la Chiesa è indietro di 200 anni. Non penso che nel tragitto terra-cielo si sia dimenticato questa affermazione, o meglio i fatti accaduti mi fanno pensare che è stato proprio lui a portare lassù il grido della Chiesa (che siamo sempre noi, mica i muri!).
Ed oggi, spesso e volentieri, quando sento alcune affermazioni di papa Francesco, mi sorprendo a ricordare “ma questa cosa l’ho già sentita…”. Certo, da Martini, 30, 25, 20, 15 anni fa. E, oltre ad essere contenta di aver avuto la fortuna di poterlo seguire, sono piacevolmente sorpresa dalle somiglianze che attribuisco al carisma dei Gesuiti.
La Chiesa era indietro di 200 anni. Oggi possiamo dire 199?

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Fuori dal mondo?

Ho avuto ed ho diverse amiche suore, di tutte le età; la mia casa di preghiera è un monastero di clausura. Ho tentato di resistere a scrivere qualcosa sulla vicenda della suora che ha avuto un figlio, che tanto clamore ha suscitato in questi giorni, ma leggendo scemenze assortite qua e là non posso fare a meno di dire la mia (tanto una scemenza in più non cambia la vita).
Non possiedo la verità, ma possiedo una profonda conoscenza (da laica) del mondo delle suore.
Il primo passo che vi invito a fare è la lettura di questi tre articoli, sicuramente molto molto molto più belli ed autorevoli di ciò che andrò poi io a scrivere:
a sua insaputa
il figlio della suora e il gossip dei cretini
Rieti, la suora e il suo bambino
Fatto questo, mi permetto di esprimere il mio personalissimo pensiero.
Forse è il caso di puntualizzare che le suore sono, prima di tutto, donne, con un corpo ed una mente. Non sono esseri superiori, nemmeno angeli senza sesso. Possiedono e vivono tutto ciò che qualsiasi donna possiede e vive. Ecco, detto questo, cominci a scagliare la prima pietra chi non ha incontrato tentazioni nella propria vita. E cominci pure a giudicare.
L’unico giudizio che io mi sento di esprimere è che la suora in questione ha mancato ad un voto professato. Ma conosco anche donne sposate che hanno mancato ad una promessa espressa nel matrimonio. Ce ne sono state che hanno subito le conseguenze del tradimento, ed altre che si sono rifatte una vita, a volte anche molto migliore di quella precedente.
Forse è utile fermarsi sul modo in cui la notizia ha fatto un po’ il giro dei vari organi di informazione, più o meno gossipari, più o meno cretini, più o meno seri. Ed anche qui ci sarebbe da dire, ancora una volta, che l’informazione è spesso disinformazione, o comunque più orientata a solleticare la curiosità che a fornire una notizia completa, circostanziata e fedele. Dimenticavo… rispettosa! Nel rispetto della persona.
Poi entrano in gioco le varie battutine gratuite, senza fondamento. Ma sono su facebook o su twitter e quindi cominciano a circolare, tanto basta cliccare un bottone, senza nemmeno preoccuparsi di andare a controllare fino in fondo la battuta, il post, lo scritto. Anche qui siamo allo specchio dei tempi: non è importante verificare la notizia, è più importante sparare addosso a qualcuno. Se poi questo qualcuno è la Chiesa, meglio ancora… ‘sti bigotti cristiani mettiamoli al rogo che hanno già rotto abbastanza le palle!
E poi, ovviamente, questa suora finirà sotto un ponte, in mezzo ad una strada, anzi subirà la gogna fino alla fine dei suoi giorni terreni… a meno che, a meno che… non intervenga Francesco (non il figlio, il Papa). Quasi che Francesco sia Paperinik con la doppia vita da super eroe: pacioso e rilassato di giorno, vendicatore dei bistrattati di notte.
E qui non ho ancora capito da dove nasce l’affermazione di questa “ipotetica emarginazione” della suora. Io, francamente, non ho letto da nessuna parte che sarà messa su una strada o abbandonata a sè stessa. Ho letto, al contrario, affermazioni che tendono a far trasparire una volontà di sostegno su diversi fronti.

Su tutto questo a me rimangono due domande:
1 – perchè nessuno parla dell’ipotetico padre? Solo perchè, per sua natura, il padre è sconosciuto e la madre è certa? Sarà che gli uomini vivono i loro due-tre o quanti minutivoletevoi di divertimento e poi, tanto…. è come un giro sulle montagne russe. Adrenalina a mille, poi finisce, è stato bello, basta. Altro giro, altra corsa.
2 – davvero siete convinti che nessuno si era accorto di niente? Nel nostro mondo di adulti, quante bugie diciamo ogni giorno? Quante persone-situazioni copriamo ogni giorno? Quante ne vediamo-sentiamo?
E solo perchè non finiscono sui giornali, non sono bugie, perchè tanto non saranno mai di dominio pubblico. Beh, io credo che lei sapesse cosa aveva fatto ed a quali conseguenze andava incontro. Stupidamente non ha ammesso fin dall’inizio di avere commesso uno sbaglio.

A margine mi permetto solo di aggiungere che conosco direttamente una persona (uomo in questo caso) che ha lasciato il suo stato di sacerdote per fare il padre di suo figlio. La sua diocesi di appartenenza sta continuando a seguirlo ed a sostenerlo e lui può fare una vita degna di tale nome. Anzi, da battezzato, sta continuando la propria vita di testimonianza nel mondo.
Non mi risulta che viva sotto un ponte e nemmeno che abbia una divisa con su scritto “ero un sacerdote adesso sono un padre di famiglia”. Semplicemente, da uomo maturo, si è assunto le proprie responsabilità.

Mi sono permessa di scrivere questo post per conto di tutte le amiche religiose. Per me non è mai contato il loro abito, ma quello che loro sono per me. Le suore che ancora oggi vivono fuori dal mondo non hanno avuto la possibilità di incontrare persone amiche che le hanno portate con loro nel mondo, nel quotidiano. E le hanno trattate, prima di tutto, da donne.

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Papa Francesco a dicembre ha detto…

Ecco il fascicolo delle omelie feriali di dicembre.
Per chi avesse necessità del formato pdf per la stampa, è scaricabile da qui

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Papa Francesco a novembre ha detto…

Ecco il fascicolo delle omelie feriali di novembre.
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La Chiesa secondo Francesco

vangeloE’ stata pubblicata ieri Evangelii Gaudium, l’Esortazione Apostolica di papa Francesco, il suo primo scritto “corposo”.
Un programma, un manifesto? A me sembra un bel percorso, che vale la pena di leggere riflettendoci un po’ sopra; magari anche di farci un bell’esame di coscienza. Ci indica un bel percorso!

Per chi volesse ho preparato una versione in pdf che è possibile stampare su fogli A4 e che trovate linkata in fondo all’articolo o, in alternativa, una versione sfogliabile da qualsiasi supporto elettronico (pc, tablet, smartphone, ecc.) che trovate qui .

EVANGELII GAUDIUM

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Papa Francesco a ottobre ha detto…

Ecco il fascicolo delle omelie feriali di ottobre.
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Martini: il cardinale e gli altri

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Posso dire ai miei amici di essere stata qui, come suggerisce la direzione del Piccolo Teatro.
Sono stata a vedere questo spettacolo in cartellone, che era stato già presentato al Festival di Spoleto.
Ai vari articoli di stampa, mi permetto quindi di aggiungere le mie piccole e modeste impressioni.
E’ un bello spettacolo, godevole, che ripercorre in 75 minuti gli anni ambrosiani del cardinale, con tutta la storia che si portano appresso, avendo sempre sullo sfondo il grande (ed in parte irrealizzato) desiderio gerosomilitano.
Vi assicuro che, in alcuni punti, si chiude lo stomaco al ricordo di fatti accaduti, che oggi sono storia e che magari non tutti ricordiamo (tipo lo scontro con Irene Pivetti e lo zoccolo duro della Lega; tipo le divergenze con CL).
Così come si allargano mente e cuore al richiamo di alcune posizioni, di alcune affermazioni, di alcune provocazioni, che hanno reso la voce del cardinale “fuori dal coro”, sempre alla ricerca dell’uomo, alla ricerca del buono, del vero e del giusto, con la bussola della Parola di Dio a dirigere pensieri e parole.
Oggi, che con papa Francesco si sta aprendo una nuova epoca della Chiesa, sento sempre più la presenza di Martini: non è volato in cielo inutilmente, il 31 agosto dello scorso anno. Sono sempre più convinta che, arrivato lassù, ha avuto un aspro e corretto confronto con lo Spirito Santo: e direi che l’ha anche vinto!

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Papa Francesco a settembre ha detto…

Ecco il fascicolo delle omelie feriali di settembre.
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Berlicche

IL CIELO VISTO DAL BASSO

Io Amo Castiglione Olona

la distanza tra Gerusalemme ed Emmaus

La Bottega del Vasaio

a cura di don Cristiano Mauri

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