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Qui trovi la somma di tutti i discorsi ufficiali di papa Francesco per la GMG 2013!

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Il laboratorio dei talenti – fase 2

Laboratorio_di_ideeGrande
Ne avevo già accennato in questo breve post. Oggi riprendo un attimo il discorso perchè ho finito la lettura della Nota CEI riferita agli oratori.

Confermo in pieno il fatto che lo scritto merita un’attenta lettura ed una profonda riflessione personale da parte di chi si interessa-frequenta-opera-ama l’oratorio, per passare poi ad una meticolosa ed oculata lettura e ad una intensa riflessione comunitaria.
Spesso ci lamentiamo della difficoltà di lettura e di interpretazione dei documenti degli organismi vaticani, a vario livello. Questa nota mi sembra invece molto chiara, precisa, incisiva… purchè non la si lasci sul desktop del proprio PC o, peggio ancora, non prenda polvere su qualche scrivania sprofondata tra altre scartoffie di vario genere ed importanza.

Ci sono alcune cose che mi piace evidenziare e che si sono imposte nella mia lettura personale:
– gli oratori aiutano a crescere ed a formare cittadini che sono responsabili anche nella società. In particolare viene sottolineata la testimonianza cristiana, pur non tralasciando l’accoglienza verso fedeli appartenenti ad altre religioni;
– gli oratori hanno anche una funzione di collegamento, per così dire di ponte, tra la chiesa ed il resto del mondo, quello che comunemente viene chiamato strada. Storicamente varie figure che si sono avvicendate in maniera preponderante nell’attività degli oratori sono partiti dal vissuto della società del loro tempo, hanno saputo vedere lungo e sono andati incontro ai bisogni dei bambini-ragazzi-giovani del loro tempo;
– è messo in evidenza il primato della relazione personale all’interno dell’oratorio. Quel rapporto di confidenza che nasce tra parola ed ascolto, tra educatore ed educato, quel rapporto che non penso sia solo specifico del sacerdote-suora-religioso/a, ma che potrebbe benissimo essere svolto da un laico. Personalmente credo che, a vari livelli, sia oggi una mancanza;
– il punto precedente è anche collegato con la dinamica “accoglienza-restituzione” che molti adulti hanno ben presente. Siamo stati accolti bambini in oratorio, ci siamo divertiti con tante cose e tante persone che ci hanno “tirato grandi”; oggi tocca a noi accogliere e far crescere. Questa dinamica, secondo me, è un po’ il bottone mancante nel meccanismo odierno: si nota infatti la grande fatica che fanno gli adolescenti-giovani di oggi a restituire (a parziale discolpa posso affermare che molti non hanno neppure avuto…);
– l’oratorio-laboratorio: tutto un insieme di sport, cultura, cinema, teatro, musica, ballo, tutto quello che è il fervore dell’oratorio, la sua vera vita; tra l’altro non tralasciando collaborazioni con le altre realtà esistenti nel territorio (mi ricorda tanto l’apertura di cui sta parlando papa Francesco). Quando un oratorio è capace di proporre molteplici attività, svolge già la sua funzione di ponte, di accoglienza, di inculturazione, di libertà: aiuta a far crescere anche il cervello! E, grazie a Dio, è messa in evidenza anche l’importanza del rapporto con il web e con tutto ciò che oggi è digitale (che molti adulti masticano ed apprezzano poco), ma che deve essere considerato con lungimiranza perchè non è solo il presente, ma sempre più il futuro. Non dobbiamo perdere questo treno!

In qualche modo mi sembra bello collegare lo scritto all’omelia odierna di papa Francesco nella messa alla Casa di Santa Marta:
Il fervore apostolico, ha sottolineato, si capisce solo “in un’atmosfera d’amore; ha qualcosa di pazzia, ma di pazzia spirituale, di sana pazzia”. E Paolo “aveva questa sana pazzia”. Il Papa ha dunque invitato tutti i fedeli a chiedere allo Spirito Santo che faccia crescere in noi lo zelo apostolico che non deve appartenere solo ai missionari. D’altro canto, ha avvertito, anche nella Chiesa ci sono “cristiani tiepidi”, che “non sentono di andare avanti”:
“Anche ci sono i cristiani da salotto, no? Quelli educati, tutto bene, ma non sanno fare figli alla Chiesa con l’annunzio e il fervore apostolico. Oggi possiamo chiedere allo Spirito Santo che ci dia questo fervore apostolico a tutti noi, anche ci dia la grazia di dare fastidio alle cose che sono troppo tranquille nella Chiesa; la grazia di andare avanti verso le periferie esistenziali. Tanto bisogno ha la Chiesa di questo! Non soltanto in terra lontana, nelle chiese giovani, nei popoli che ancora non conoscono Gesù Cristo, ma qui in città, in città proprio, hanno bisogno di questo annuncio di Gesù Cristo. Dunque chiediamo allo Spirito Santo questa grazia dello zelo apostolico, cristiani con zelo apostolico. E se diamo fastidio, benedetto sia il Signore. Avanti, come dice il Signore a Paolo: ‘Coraggio’”!

(Testo proveniente dalla pagina Radio Vaticana)

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A spasso nella rete: pensieri digitali

Forse, più che lanciare allarmi nel web che nel giro di 24 ore sono già caduti nel fiume dell’oblio sarebbe più opportuno aiutare educatori e genitori in un opera di formazione alla navigazione in Internet e all’uso dei new media, sottolineando innanzitutto i punti di forza e aiutando i più giovani a formare una coscienza critica verso i contenuti che incontrano in Rete, unico antidoto veramente valido contro ogni pericolo e minaccia.
Partendo da questa affermazione di don Marco Sanavio (che trovate all’interno di questo articolo), mi sono interrogata su come si comportano in materia i ragazzi che conosco, le proprie famiglie ed i propri educatori. Concordo con don Marco, esperto in materia, sulla sottolineatura dei punti di forza che noi dobbiamo essere in grado di fare nei confronti dei giovanissimi, orientandoli ad un uso critico e responsabile dei nuovi strumenti di comunicazione. Ma devo anche sottolineare una mia piccola statistica personale.
1 – La maggior parte dei ragazzi (10-14 anni) che frequenta il nostro oratorio è iscritta a facebook, qualcuno con profili più o meno camuffati, altri con la data di nascita “taroccata”, altri ancora con anche più di un profilo.
2 – La maggior parte dei loro genitori non è iscritta a facebook e non conosce le dinamiche del social network dall’interno ma solo “per sentito dire”, ed il più delle volte “per sentito dire male”. Pochi genitori con profilo da “faccialibro” hanno più di 50 anni, molti di più sono la fascia tra i 30enni ed i 50enni.
3 – Chi, tra i genitori ed educatori, è iscritto a facebook, per la stragrande maggioranza, si limita a condividere link più o meno ameni, dilettevoli o di gossip vario.
4 – I ragazzi sono grandi utilizzatori di internet, se non altro per motivi scolastici, per le ricerche, gli studi, i compiti. Poi… naviga qui, naviga là…
5 – Molti genitori/educatori frequentano internet per le loro necessità e non si sognano di andare a vedere cosa appare nella cronologia dei PC, in qualche cartella di sistema, alla ricerca di cosa hanno guardato i loro figli prima di loro.

Detto questo ho fatto un salto temporale a giovedì 11 febbraio 2010, quando si è tenuta la serata alla scuola materna di Gorla Minore dal titolo “Internet: opportunità o pericolo?”… appuntamento che si è poi rivelato assolutamente sterile in quanto, a mio parere, il tema non è stato trattato con la dovuta maestria: in pratica è stata una serata pubblicitaria di Davide.it nella quale si sono maggiormente sottolineati i pericoli, l’utilità del filtro in questi casi, senza mai capire per davvero quanto i genitori che stavano davanti al relatore sapevano di cosa stava parlando.
Peraltro ce ne sono molti, ancora oggi, che sono assolutamente insofferenti alla materia e di conseguenza vivono il web da sprovveduti.

Io, come don Marco, apprezzo la rete e cerco di conoscerla sempre di più, di viverla, di masticarla, di amarla, di valorizzarla. Si possono fare tante cose in rete, come si possono fare tante cose nella vita: dipende da che parte vuoi stare e se vuoi che anche questo ambiente diventi una palestra educativa. Ci sono tante opportunità che anche noi 50enni (o meno…) possiamo sfruttare a beneficio comune, della nostra comunità parrocchiale, del nostro oratorio.

Tra parentesi… questo è uno di questi modi… ve ne siete accorti?
Dall’Egitto a Israele, diario di viaggio – prima parte
Dall’Egitto a Israele, diario di viaggio – seconda parte
Dall’Egitto a Israele, diario di viaggio – terza parte

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Berlicche

IL CIELO VISTO DAL BASSO

Io Amo Castiglione Olona

la distanza tra Gerusalemme ed Emmaus

La Bottega del Vasaio

a cura di don Cristiano Mauri

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