Archivio mensile:aprile 2011

Insegnaci a contare i nostri giorni…

Logo Oratorio Feriale 2011

Questa espressione, citazione del salmo 90, si riaggancia un po’ al mio articolo precedente sulla differenza e sul valore del tempo.
Che combinazione! Giusto a questo pensavo in attesa di assistere, questa mattina, alla presentazione dell’Oratorio Feriale per la diocesi milanese. Giusto a questo si è ricollegato don Severino Pagani quando ha messo “i puntini sulle i” questa mattina precisando che lo slogan “Battibaleno” fa sì pensare ad un tempo breve, di più… fulmineo, e quindi che si è voluto, nel progettare l’intero lavoro, badare non tanto alla quantità ma alla qualità del tempo che avvolge il nostro quotidiano.
Il salmo 90, infatti, prosegue con “…e giungeremo alla sapienza del cuore”, quindi il nostro cuore abiterà un tempo qualitativamente buono, ricco, sapiente!
Quest’anno mi è molto piaciuta la novità del sito dedicato all’evento che praticamente funge da supporto per lo scaricamento dei materiali. Anche questo mi ha fatto pensare che la diocesi milanese (solitamente piuttosto restìa a forme di condivisione) stia allineandosi sulle ultime linee della Chiesa. Siamo finalmente arrivati a riconoscere l’utilità degli strumenti virtuali in nostro possesso, a riconoscere che la comunicazione oggi passa attraverso queste forme che i ragazzi “nativi digitali” prediligono e che possiedono in maniera completa.
Ovviamente ora si deve pensare a rimboccarsi le maniche, a oliare le rotelline del cervello, ad orientare mente e cuore verso la preghiera ed il servizio, verso “l’ora et labora” di benedettina derivazione.

Due note a margine, che non so come interpretare, che mi lasciano più di un motivo di confronto e riflessione:
1 – la presentazione era riservata ai responsabili dell’O.F. Mi guardo intorno e vedo molta gente dagli “anta” in sù oltre ad un buon numero di ventenni o giù di lì. Quando il ragazzo che ha spiegato la questione del sito dedicato ha detto “ve lo daremo come fosse una scatola vuota e lo riempiremo man mano, per evitare che si proceda a scaricare tutto in un colpo solo e poi non lo si guarda più. L’ideale sarebbe incaricare un ragazzo che quotidianamente si dedichi a questo servizio”, in platea c’è stato un boato assordante. Come interpretarlo? E’ da intendersi negativamente (perchè gli “anta” pensano ad una scelta non azzeccata) o positivamente (perchè i giovani la considerano una buona idea)?
2 – dov’erano le persone che nella mia parrocchia dedicano il loro tempo all’oratorio feriale? Parlo degli adulti, ovviamente, delle stesse persone che poi, quando i ragazzi tirano fuori un’idea, la bocciano a priori perchè pensano che l’oratorio sia diviso in settori e che i ragazzi devono pensare solo al gioco e non devono essere educati a prendersi anche altre responsabilità. Queste stesse persone considerano l’O.F. come una buona palestra educativa per acquisire lo spirito di servizio giusto, o pensano che gli animatori non cambieranno mai e non sono creta da modellare, da educare, da valorizzare, da cui ricavare un capolavoro? Li vogliono qualitativamente buoni (e la qualità si raggiunge solo attraverso diversi tentativi) o quantitativamente tanti (così più sono e meno ragazzi ha ciascuno da curare)?

Se ci siete, commentate, grazie! Mi piacerebbe molto un confronto.

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C’è tempo e tempo…

orologio per internauti


Pomeriggio odierno dedicato ai lavori dell’orto. E tra tanti ciuffi d’erba da estirpare, il piantare un rododendro, i pomodori da “imbroccare” (come si dice dalle mie parti), l’innaffio, ecc… pensavo che è davvero strabiliante per chi, come me, ha fatto ormai l’abitudine ai tempi di internet.
Solitamente non mi bastano i giorni, nemmeno se fossero composti da 31 ore: è una corsa continua dietro a richieste, lavori, idee, qualcuno che chiede una mano (che tento di non rifiutare mai).
Ed invece l’orto ti costringe al lavoro paziente, ai tempi di attesa dei semi, delle fioriture.
Ed è effettivamente una gioia vedere che il seme che tu avevi deposto mesi prima, ad un certo punto germoglia.
C’è un tempo per internet, ed un tempo per l’orto!

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Va’ a dire ai miei fratelli

Cristo risorto appare alla Maddalena


Il più grande evento – noi lo crediamo! – della storia, il fatto che forse più di ogni altro nei millenni ha sconvolto la storia dell’umanità, cioè la resurrezione di Gesù, è raccontato in modo silenzioso, tacito, reticente, anche se sconvolge la vita di chi lo ascolta.
Forse noi non lo comprendiamo, ma, per l’ambiente giudaico in cui questo è avvenuto, era uno scandalo che si raccontasse di questa donna per annunciare oggi in tutto il mondo il ricordo della risurrezione. La donna, infatti, non poteva essere chiamata a testimoniare in un processo: la sua parola non valeva niente, era citata insieme ai bambini ed ai pazzi, quindi non aveva luogo, testimonianza sociale. Invece qua tutto si fonda su una donna piangente il cui riferimento fondamentale, questo Gesù che le aveva sconvolto la vita, è morto e lei è lì per fare le esequie che si usavano allora e ha l’incarico ufficiale da Gesù: “Va’ a dire ai miei fratelli: io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Su questo si fonda tutto il cristianesimo!
(p. Giuliano Bettati – omelia di Pasqua 2006 – Carmelo di Legnano)

Questi sono i miei auguri pasquali che accompagnano la nascita di questo blog che prende ufficialmente il via proprio oggi, giorno in cui i discepoli di Emmaus passano dalla delusione all’annuncio.
BUONA PASQUA A TUTTI, DI VERO CUORE!

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In attesa della luce


Oggi è il Sabato Santo, il giorno del silenzio di Dio, per così dire… della Sua assenza…
Mi piace questo articolo “laico” di attualità che si lega alle risposte del Papa nella trasmissione di ieri “A sua immagine”: siamo impotenti, per fortuna siamo nelle mani di Dio!
Dobbiamo aspettare che Lui riaccenda la luce, perchè comunque la stanza del nostro cuore non è vuota.

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Ingiustizia

“La Pasqua è una vita passata attraverso la sofferenza e la morte, una esistenza ridonata a chi l’aveva perduta”, un evento tanto straordinario e luminoso quanto misterioso e nascosto, un momento legato profondamente alla figura di Cristo e alla sua sofferenza per un’ingiustizia che“non era forse altro che una sintesi di tutte le ingiustizie e i peccati del mondo”. (Carlo Maria Martini)

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Nella notte, dietro a Giuda

Cristo alla porta

Faccio mia questa citazione, perchè è davvero il mio desiderio per oggi (e dovrei cercare che diventi una regola di vita)
Celebrare il Giovedì Santo per quelli che, come me, sono dentro al Cenacolo, significa farsi carico delle infinite notti che si consumano là fuori. E ardere dal desiderio di far esplodere nel mondo la luce di quello sguardo che abbiamo incontrato.

E vi invito a leggere questo articolo

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Il mio primo passo: laici a perdere?

Il mio primo post è subito un segnale lanciato nel grande mare di internet.

Leggendo questo articolo di Andrea Tornielli, al di là del tema specifico dello stesso (che è possibile commentare nell’apposito blog), mi fermo a pensare su questa frase:

I fedeli di Vetrego che avevano sostenuto l’iniziativa – ricordiamolo, celebrazione straordinaria una tantum per un giubileo sacerdotale della messa liberalizzata da Benedetto XVI – hanno provato invano a contattare vicario e vescovo, che, come spesso purtroppo accade in questi casi, han pensato bene di non rispondere. Sui laici faranno molte omelie, convegni, progetti pastorali. Ma non si sentono in dovere di dar loro risposte, perché facendolo dovrebbero spiegare in base a che cosa proibiscono ciò il Papa ha liberalizzato.

Mi stupisce molto che si parli di laici, che si invochino i laici, che si pensi ai laici come aiuto, e che poi ai laici si dica “non sono tenuto a risponderti”.
Questa, peraltro, è una non risposta che ho incassato anch’io recentemente (dal parroco), con l’aggiunta di un’affermazione del tipo “Possiamo anche parlarne al Consiglio Pastorale, ma poi sono io che decido”.

Affermazione perentoria e dal sapore “diversamente dittatoriale”!

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Berlicche

IL CIELO VISTO DAL BASSO

Io Amo Castiglione Olona

la distanza tra Gerusalemme ed Emmaus

La Bottega del Vasaio

a cura di don Cristiano Mauri

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